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Sanità | 22 aprile 2026, 15:13

Piemonte, il paradosso delle liste d’attesa: poche prescrizioni ma tempi lunghi

Rossi e Valle (Pd): “Visite anche dopo un anno, Riboldi chiarisca in aula”

Liste d’attesa lunghe nonostante un numero di prescrizioni tra i più bassi d’Italia. È il paradosso che i consiglieri regionali del Partito Democratico Domenico Rossi e Daniele Valle portano all’attenzione della Regione Piemonte, chiedendo risposte all’assessore alla Sanità Federico Riboldi attraverso un’interrogazione urgente.

“Il Piemonte è una delle regioni dove si fanno meno prescrizioni in rapporto agli abitanti. Siamo sotto la media nazionale, sopra soltanto a Veneto, Toscana, Liguria e Valle d’Aosta. E nonostante questo, i cittadini piemontesi aspettano mesi — a volte oltre un anno — per una visita cardiologica, neurologica, ortopedica. Come si spiega questo paradosso? Riboldi deve risponderci in aula”, dichiarano i due esponenti dem.

I dati a cui fanno riferimento arrivano dal flusso tessera sanitaria 2025, che colloca il Piemonte al 17° posto su 21 regioni per numero di prescrizioni in rapporto alla popolazione: 1.020,1 ogni mille abitanti, contro valori molto più alti registrati in altre regioni come il Lazio (1.569,5) e l’Emilia-Romagna (1.481,5).

Nonostante questo, sottolineano Rossi e Valle, i tempi di attesa per molte prestazioni restano tra i più lunghi a livello nazionale. Un dato che solleva interrogativi sulla reale capacità del sistema sanitario regionale di garantire un accesso tempestivo alle cure.

“I piemontesi pagano le tasse come tutti gli altri italiani e hanno diritto alle stesse cure”, incalzano i consiglieri del Pd.

L’interrogazione punta a fare chiarezza sulle cause del problema: dalla carenza di personale e strutture, fino alla gestione delle agende e degli slot disponibili. “Non possiamo accontentarci di spiegazioni generiche. Vogliamo dati, obiettivi e responsabilità – concludono Rossi e Valle –. Chiediamo all’assessore di spiegare se il problema sia legato a un deficit di offerta o a una gestione inefficiente e quali risultati concreti siano stati ottenuti con le risorse già stanziate, comprese quelle del PNRR”.

Un tema destinato a restare al centro del confronto politico, mentre cittadini e pazienti continuano a fare i conti con attese sempre più lunghe per accedere alle prestazioni sanitarie.

Redazione

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