/ Ultim'ora

Ultim'ora | 07 maggio 2026, 12:20

Crans Montana, in Svizzera cresce malcontento per stop fatture Italia: si teme richiesta Francia

Crans Montana, in Svizzera cresce malcontento per stop fatture Italia: si teme richiesta Francia

(Adnkronos) - Cresce il malcontento, nel Parlamento di Berna, per la decisione annunciata dal presidente svizzero Guy Parmelin di non far pagare le spese mediche ai feriti del rogo di Capodanno a Crans-Montana. E mentre la portavoce del governo svizzero Nicole Lamon ha precisato al quotidiano 'La Tribune de Genève' che ''non è ancora stata presa alcuna decisione'', i deputati ritengono che il Consiglio federale abbia fatto un'eccezione solo per rifarsi l'immagine dopo la tragedia in cui hanno perso la vita 41 persone, tra cui sei ragazzi italiani. Il timore è che altri Paesi, Francia in primis, chiedano lo stesso trattamento riservato all'Italia. Per questo sono state depositate diverse interpellanze parlamentari. 

''Questa nuova vicenda mi mette a disagio'', ha detto la consigliera nazionale Celine Amaudruz (Udc/Ge). ''E non sono chiaramente l'unica, a giudicare dai numerosi messaggi ricevuti. La gente è indignata, perché si ha l'impressione che la Svizzera si pieghi davanti all'Italia. E che alla fine si chieda ai nostri contribuenti di pagare le fatture altrui'', ha aggiunto. ''Gli svizzeri si sono mostrati molto solidali di fronte a una catastrofe che ci ha scioccati tutti e spetta ora alla Giustizia stabilire le responsabilità. Ma vedo che il Consiglio federale vuole metterci davanti al fatto compiuto, prima con una legge speciale sull'aiuto alle vittime e ora con un accordo sul rimborso delle fatture. Temo che questi precedenti ci causeranno problemi in futuro'', ha sostenuto Amaudruz. 

Dello stesso parere il deputato Cyril Aellen (Plr/Ge), uno dei primi a contestare il trattamento speciale per le vittime di Crans-Montana. Interpellato dalla Rts, ha detto che ''stiamo cedendo alle sirene italiane'' mentre la questione va gestita con il diritto ordinario. ''In casi come questo, gli italiani devono pagare per i loro cittadini e gli svizzeri per i propri. Mi sembra molto più sano'', ha affermato. Aellen teme che il Consiglio federale stia cercando di rifarsi l'immagine dopo il dramma. Ma, ha aggiunto, la reputazione di un Paese si costruisce senza fare trattamenti di favore: ''A causa dell'emozione suscitata dal dramma di Crans-Montana, c'è la volontà di trattare le cose in modo specifico. Eppure, le vittime di tragedie sono numerose nel nostro Paese, anche se non si tratta di eventi di tale portata. Dobbiamo loro un trattamento equo''. 

A sinistra le critiche sono meno aspre, ma gli interrogativi non mancano. ''L'Italia è stata uno dei primi Paesi a dire che non avrebbe fatto pagare i feriti accolti sul suo territorio. C'è quindi una logica di reciprocità, oltre a una responsabilità morale della Svizzera in questa catastrofe'', ha detto Brigitte Crottaz (Ps/Vd). ''Detto ciò, questa decisione pone altre domande. A quanto ammontano i costi? Dove prenderemo i soldi? E cosa faremo con Paesi come la Francia, che hanno avuto vittime nell'incendio e che accolgono pazienti svizzeri da loro?'', si è chiesta. Crottaz ha citato la legge speciale per le vittime di Crans-Montana, che riceveranno 50mila franchi. ''Il fatto che le vittime di Kerzers non abbiano avuto diritto allo stesso indennizzo è la prova che nella nostra legislazione mancano misure adeguate per le catastrofi di vasta portata''.  

Al Centro, per contro, Benjamin Roduit (Vs) ha dichiarato che ''c'è stata una fretta incomprensibile: che l'Ospedale del Vallese invii le copie delle fatture in Italia senza consultazioni è una goffaggine monumentale''. Roduito ha aggiunto che ''quando accade un tale dramma, non si possono seguire le procedure abituali e fare calcoli da droghiere. Di fronte a una tragedia che ci ha travolti tutti, e durante la quale c'è stata solidarietà internazionale, bisogna trovare un accordo globale tra tutti i Paesi che hanno aiutato, anche a costo di uscire dai sentieri battuti. In questo senso, trovo normale che Guy Parmelin cerchi di calmare le acque e trovare una soluzione''. 

Per Raphael Mahaim (Verdi/Vd) è giusto bloccare l'invio delle fatture mediche. ''E' d'altronde una decisione che il Consiglio federale e i ministri cantonali della sanità avevano preso molto rapidamente dopo il dramma'', ha detto Mahaim ricordando che nessuno degli istituti coinvolti ha problemi di liquidità. Per il deputato la soluzione su ''chi dovrà pagare cosa'' arriverà nel lungo termine. ''Deve essere negoziata durante la tavola rotonda, la piattaforma istituita dalla Confederazione nella Lex Crans-Montana per riunire tutti gli attori del dossier. L'importante sarà che ciascuno sia trattato nel rispetto dell'uguaglianza di trattamento. Non si può tollerare che vi siano trattamenti diversi a seconda delle nazionalità'', ha affermato ritenendo questa l'unica via per avere una ''soluzione robusta''. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore