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Ultim'ora | 03 giugno 2026, 13:28

Caro energia, da Ue flessibilità fino a 0,3% annuo per 3 anni. Dombrovskis: "No per sconto accise"

Caro energia, da Ue flessibilità fino a 0,3% annuo per 3 anni. Dombrovskis: "No per sconto accise"

(Adnkronos) - La Commissione Europea concederà un margine pari al massimo allo 0,3% del Pil annuo per tre anni (2026, 2027 e 2028), con un limite massimo dello 0,6% cumulativo (per l'Italia stimabile tra 13 e 14 miliardi di euro) per misure atte a contrastare la crisi energetica derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati.  

E' la risposta dell'esecutivo Ue alla richiesta arrivata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, e anche a quella avanzata dalla Spagna per bocca del ministro dell'Economia Carlos Cuerpo, che, diversamente da quella italiana, era specificamente focalizzata sulle spese 'green'. 

La Commissione è "consapevole" delle conseguenze economiche e sociali dell'attuale shock energetico, nonché dell'importanza di sostenere le famiglie e le imprese "vulnerabili", salvaguardando al contempo la "competitività" e la "resilienza economica" dell'Europa. Alla luce del "necessario investimento" nella sicurezza energetica a lungo termine dell'Europa e su richiesta dello Stato membro, la Commissione propone di consentire agli Stati membri di richiedere un'estensione temporanea e limitata dell'ambito di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale esistente per la difesa, includendovi misure di resilienza energetica. 

Questa possibile estensione "comprenderà misure, intraprese a partire da febbraio 2026, che riducano la dipendenza dai combustibili fossili importati e rafforzino così la sicurezza e la resilienza dell'Europa". 

E quindi, nell'ambito del limite massimo esistente (1,5% del Pil) per le spese aggiuntive per la difesa ai sensi della clausola nazionale di salvaguardia, si applicherà un limite massimo annuale dedicato per il periodo 2026-2028 (0,3% del Pil) e un limite massimo cumulativo (0,6% del Pil) per lo stesso periodo, specificamente per le misure di resilienza energetica.  

La Commissione sottolinea che "questo approccio garantisce che tutte le salvaguardie di sostenibilità fiscale rimangano pienamente in vigore", una postilla tesa a rassicurare i tanti Stati membri (soprattutto nordici) che erano e sono contrari a concedere ulteriore flessibilità di bilancio ai Paesi maggiormente indebitati. 

Anche per garantire la "parità di trattamento", gli Stati membri che potrebbero aver già utilizzato in toto la flessibilità prevista dalla clausola nazionale di salvaguardia per aumentare le spese per la difesa "potrebbero ricevere una flessibilità aggiuntiva temporanea e limitata, alle stesse condizioni degli altri Stati membri". In questi casi, la Commissione dovrà "rivalutare" se le deviazioni non compromettano la sostenibilità di bilancio.  

"Sono soddisfatto perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato", afferma in una nita è il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti. 

"Nel momento in cui verranno precisati i limiti di utilizzo - prosegue Giorgetti - il Mef si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie. Naturalmente la valutazione deve essere fatta complessivamente e dovrà tener conto anche delle ultime stime fornite dalla commissione e degli elementi contenuti nelle raccomandazioni della commissione che testimoniano lo sforzo e la serietà della finanza pubblica italiana". 

 

Nella raccomandazioni, la Commissione Europea sottolinea poi che l'Italia è troppo "lenta" nella transizione dalle fonti di energia fossili a quelle rinnovabili e dovrebbe "accelerare". Il nostro Paese, ricorda l'esecutivo Ue, "si trova ad affrontare alcuni dei prezzi dell'elettricità più alti dell'Ue, a causa della sua dipendenza strutturale da costose centrali a gas. Questo, e in particolare l'elevato rapporto tra il prezzo dell'elettricità e quello del gas, rappresenta un ostacolo fondamentale all'elettrificazione sia per le famiglie che per l'industria". 

Nonostante il "significativo potenziale non sfruttato", nota la Commissione, la crescita delle energie rinnovabili è "troppo lenta per raggiungere gli obiettivi del 2030" e "accelerare la diffusione delle energie rinnovabili contribuirebbe a mitigare i prezzi dell'elettricità nel medio termine. Un sostegno continuo attraverso aste per le energie rinnovabili e lo stoccaggio, nonché la piena attuazione della riforma del sistema di autorizzazioni Testo Unico anche a livello regionale, sosterrebbe questo obiettivo". 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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