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FACEBOOK | 26 giugno 2026, 07:31

Coldiretti Piemonte: “Cibo a km zero scelto da 31 milioni di italiani”

L’appello: “Più reciprocità negli scambi e sostegno alle filiere locali per ridurre sprechi ed emissioni”

Coldiretti Piemonte: “Cibo a km zero scelto da 31 milioni di italiani”

Gli italiani si confermano tra i consumatori europei più attenti alla sostenibilità alimentare, con oltre 31 milioni di cittadini che acquistano regolarmente cibo a chilometro zero. Un dato che evidenzia la crescente centralità della filiera corta e dei mercati contadini, sostenuti dalla rete Campagna Amica, la più grande dell’Unione Europea.

Il quadro emerge da un’analisi diffusa da Coldiretti in occasione della Giornata della gastronomia sostenibile, istituita dall’Onu, dedicata alla valorizzazione delle produzioni locali, alla tutela della biodiversità, alla riduzione degli sprechi e al sostegno di sistemi alimentari a basso impatto ambientale.

«La spesa direttamente nelle aziende agricole e nei mercati contadini è ormai entrata stabilmente nelle abitudini degli italiani», sottolineano la presidente di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari, e il delegato confederale Bruno Rivarossa. «La crescente attenzione verso prodotti freschi, stagionali e legati al territorio rappresenta un modello virtuoso anche dal punto di vista ambientale».

Secondo i dati Ispra, infatti, l’acquisto di prodotti a chilometro zero consente di ridurre fino al 60% gli sprechi alimentari rispetto alle filiere tradizionali, contribuendo anche alla diminuzione delle emissioni e al contrasto dei cambiamenti climatici.

Coldiretti evidenzia inoltre il ruolo strategico del Piemonte all’interno del sistema Campagna Amica, che conta circa 800 aziende agricole con vendita diretta, 300 agriturismi, oltre 200 fattorie didattiche, un centinaio di mercati, 3 mercati coperti, 30 cuochi contadini e 25 maestri dell’ospitalità rurale.

In occasione della ricorrenza, l’organizzazione rinnova infine l’appello all’Unione europea affinché venga garantito il principio di reciprocità negli scambi commerciali. «La sostenibilità deve essere una regola comune per tutti – ribadiscono Brizzolari e Rivarossa –: i prodotti importati devono rispettare gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti alle imprese agricole italiane, a tutela dei consumatori e del lavoro degli agricoltori».

comunicato stampa a.f.

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