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Economia e lavoro | 20 aprile 2021, 18:00

Buoni fruttiferi serie Q/P, Federconsumatori: “Poste condannate a rimborsare con 26mila euro un cittadino di Cambiasca”

“Il risultato conseguito è destinato a creare giurisprudenza fra le decisioni dei diversi Collegi degli Arbitri Bancari Finanziari”

Buoni fruttiferi serie Q/P, Federconsumatori: “Poste condannate a rimborsare con 26mila euro un cittadino di Cambiasca”

L’arbitro Bancario Finanziario (ABF) di Torino con la Decisione n. 10032/2021 del 14 aprile scorso ha riconosciuto al signor Enrico Labriola di Cambiasca, originario di Ripacandida, il diritto a riscuotere da Poste ulteriori 26.000 euro, oltre alle somme già incassate al momento della liquidazione dei Buoni Fruttiferi.

La vicenda riguarda i Buoni Fruttiferi Postali della Serie Q/P di cui ci siamo già occupati nelle scorse settimane. Tali buoni di durata trentennale con elevato rendimento sono stati collocati dal 1986 in avanti, e spesso sono stati fonte di diverse vertenze. La normativa dell’epoca (art. 5 del D.M. 13 giugno 1986) prevedeva che i Buoni originariamente stampati come Serie “P”, al momento dell’emissione dovessero essere trasformati in “Q/P” mediante l’apposizione di due timbri, uno fronte e l’altro retro. Il timbro sul retro aveva la fondamentale funzione di ridurre gli interessi originari presenti sulla tabella del Buono. Gli errori sono sorti al momento della predisposizione dei timbri, i quali hanno modificato i soli tassi di interesse dal primo al ventesimo anno, lasciando immutati quelli originari dal ventunesimo al trentesimo anno. Mentre Poste, dunque, per quest’ultimo decennio ha sempre liquidato interessi più bassi, l’ABF in molte decisioni ha riconosciuto ai possessori dei Buoni il rendimento originario, il quale, in molti casi, è di diverse migliaia di euro rispetto a quanto già percepito.

La vicenda del Sig. Labriola rientra in tale contesto. Trattasi di 3 Buoni Serie Q/P da Lire 1 milione ciascuno emessi dall’Ufficio Postale di Cambiasca fra il 1988 e il 1989, ed incassati nell’aprile 2020. Su un valore complessivo di circa 43.000,00 euro, Poste ha liquidato solo 16.899,00 euro, con una mancanza quindi di 26.052,44 euro. In pratica per ogni Buono è stato liquidato un valore di soli 5.500,00 euro, con una mancanza di circa 8.500,00. Mediante il legale di Sede Enzo Iapichino il consumatore ha sporto subito reclamo a Poste e, dopo aver ricevuto esito negativo, a novembre scorso ha intrapreso la battaglia giudiziaria depositando il ricorso presso l’ABF, il quale ha accolto pienamente le ragioni del sottoscrittore riconoscendo il diritto a percepire quei 26.052,44 euro. La vicenda rientra in un caso molto raro nella casistica Nazionale in quanto i Buoni erano stati originariamente stampati come Serie “O”, successivamente trasformati in “P” e poi, al momento dell’emissione nel 1988-1989, trasformati in “Q/P”. I tassi originari nella tabella prestampata non erano dunque quelli della Serie “P”, bensì quelli molto più elevati della precedente Serie “O”. Il Sig. Labriola ha quindi potuto beneficiare di tali maggiori interessi. Il risultato conseguito è dunque destinato a creare giurisprudenza fra le Decisioni dei diversi Collegi degli Arbitri Bancari Finanziari.

Per ogni possibile dubbio, per richiedere la verifica dei propri Buoni Fruttiferi, anche in merito alla prescrizione, è possibile rivolgersi alla Sede territoriale di Federconsumatori, sita a Verbania Pallanza presso Villa Olimpia in Via Mazzini 19, preferibilmente il martedì pomeriggio (335.105.1111).

Il Responsabile delle Sede di Verbania di Federconsumatori

Orazio Filocamo




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