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Attualità | 18 ottobre 2021, 19:30

Industrie Vco: pochissimi problemi dopo l’introduzione del Green Pass obbligatorio

I lavoratori della nostra Provincia sembrano aver accettato di buon grado il provvedimento voluto dal governo Draghi

Industrie Vco: pochissimi problemi dopo l’introduzione del Green Pass obbligatorio

Anche nel mondo delle imprese gli effetti dell’introduzione del green pass obbligatorio non sono stati così negativi come temuto da alcuni. I disagi sono stati per ora assai limitati. La decisione del governo Draghi aveva suscitato qualche cauta preoccupazione anche nel Vco, ma non si sono registrati sino a oggi problemi particolari.

È quanto emerge da un’indagine svolta da VcoNews. La certificazione verde è stata, almeno così pare, accettata di buon grado dalla maggior parte dei lavoratori della nostra provincia, così come in linea generale nel resto del Paese. Oltre 100 mila, questo l’ultimo dato disponibile quando scriviamo l’articolo, i green pass scaricati dagli italiani.

E a confermare la situazione positiva è l’Unione industriale con sede a Villa Pariani di Intra. Raggiunta telefonicamente in queste ore, l’associazione sotto il cui cappello sono riunite decine e decine di aziende del Verbano Cusio Ossola operanti nei più svariati settori, ha fatto il punto nel primo lunedì dopo l’introduzione dell’obbligatorietà del green pass. “Non ci sono stati problemi da segnalare nelle fabbriche del Vco, valutato che il provvedimento è stato accettato di buon grado da pressoché tutti i nostri associati. Al massimo qualche piccolo disagio a livello organizzativo, ma nulla comunque che abbia suscitato particolari proteste o prese di posizione negative. Stiamo tutti vivendo una fase di emergenza e per questo c’è stato e c’è grande senso di responsabilità. Vogliamo tornare alla piena normalità quanto prima”.

A livello locale, così come nazionale, la percentuale dei lavoratori delle imprese associate ad essere senza il green pass si attesta attorno al 2 per cento (dato confermato da Villa Pariani). Numeri dunque confortanti e tali da non destare allarme. Duro, coi no vax, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi: “Chi soffia sul fuoco dimentica i morti”. In Italia 133 mila.



Redazione

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