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Economia e lavoro | 06 maggio 2022, 18:30

Frontalieri, restano sul tavolo molti problemi irrisolti

Dall’assegno unico, alla tassazione del secondo pilastro. A denunciarlo, dal tavolo tecnico provinciale, è Antonio Locatelli.

Frontalieri, restano sul tavolo molti problemi irrisolti

Dall’assegno unico, alla tassazione del secondo pilastro: permangono i problemi per i frontalieri. A denunciarlo, dal tavolo tecnico provinciale è Antonio Locatelli.

“Lo scorso 11 aprile – dice - si è svolta una riunione in videoconferenza con provincia, istituzioni del territorio , l'europarlamentare Alessandro Panza, il consigliere regionale Alberto Preioni e come sempre unico parlamentare che risponde sempre alla chiamata il deputato Enrico Borghi e questo si ripete costantemente come se gli altri parlamentari fossero stati eletti in altre province. Erano inoltre presenti i rappresentanti sindacali sia italiani che del Cantoni Ticino e del Canton Vallese”.  

Due i temi in discussione. “La tassazione del secondo pilastro – va avanti Locatelli - con le sue diverse sfaccettature di genere ma con una sola grossa preoccupazione legata alle missive che l' Agenzia delle Entrate invia  a domicilio e a quanto risulta a pioggia con la comunicazione molto preoccupante che i capitali legati al secondo pilastro e in alcuni casi anche la rendita pensionistica siano assoggettati ad una tassazione del 27 % anziché' al 5%,  come legalmente eseguito finora. Il tutto pare dovuto ad alcuni “malintesi” a livello burocratico e di interpretazione tra l’Agenzia delle Entrate e i dettami del decreto legge legato alla  ormai famosa voluntary disclosure. Detto ciòresta il fatto che le uniche indicazioni ricevute sino ad oggi sono quelle di fare applicare comunque il 5% ed eventualmente in seguito fare ricorso per le eventuali richieste dell’Agezia delle Entrate, indicazioni che arrivano dall'On Borghi e dall'On Alfieri che sono gli unici che hanno supportato a livello legale questa problematica. il secondo problema è quello legato all'assegno unico per i figli minorenni o maggiorenni che proseguono gli studi, e questo problema malgrado fosse stato già chiarito qualche anno fa è riemerso ed è una vera giungla burocratica causata come sempre da una decisione governativa Italiana che va ad intaccare di fatto un sistema di pagamento che ha sempre funzionato perfettamente fino a quando a pagare gli assegni erano le casse Svizzere che garantivano i pagamenti sistematicamente".

Continua Locatelli: "Ora con le nuove disposizioni le procedure prevedono degli adempimenti burocratici assurdi ed inoltre l'Inps si trova in grosse difficoltà a gestire la situazione e a farne le spese come sempre sono i frontalieri. Inoltre quello che ci preoccupa è il fatto che nonostante i buoni propositi espressi dalle istituzioni ad oggi non abbiamo né conferme né smentite né risposte alle sollecitazioni sia telefoniche che scritte e questo crea ovviamente non poca tensione sopratutto tra coloro che hanno lavorato duramente oltreconfine per una vita e che invece di godersi la pensione rischiano di venire derubati dei risparmi di una vita regolarmente denunciati e tassati”.

Marco De Ambrosis

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