/ Attualità

Attualità | 17 agosto 2026, 16:00

Incendi nel Vco, il M5S propone sensori nei boschi e più manutenzione

Il gruppo territoriale chiede progetti pilota con amministrazioni, università e imprese hi-tech locali. Frattini: "Tecnologia e gestione forestale attiva devono procedere insieme"

Incendi nel Vco, il M5S propone sensori nei boschi e più manutenzione

Sensori nei boschi per rilevare tempestivamente fumo e situazioni critiche, reti di comunicazione in grado di funzionare anche nelle aree più isolate e una manutenzione più attiva del territorio. Sono le "due gambe della prevenzione" indicate dal gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Vco, che interviene sul tema dopo le settimane segnate dagli incendi in Ossola e in altre zone della provincia.

A firmare la proposta è Imerio Frattini, che parte proprio dall'emergenza delle ultime settimane. Il riferimento è in particolare all'incendio divampato il 7 agosto nell'area di Piedimulera e della Valle Anzasca, ma anche agli altri fronti che hanno interessato il territorio, dalla Val Grande alla Val Cannobina fino a Calasca Castiglione.

Una situazione che, secondo il gruppo territoriale, rende necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione e di intervento. Nel comunicato viene richiamato anche il dibattito sollevato nei giorni scorsi da don Renato Sacco sul confronto tra le risorse destinate alla flotta antincendio e quelle per la Difesa. "Un dibattito legittimo, che travalica le competenze locali, ma che restituisce con chiarezza un bisogno concreto: rafforzare gli strumenti a disposizione di chi, sul territorio, deve prevenire e gestire le emergenze", sostiene il M5S.

La proposta parte da una risorsa che, sottolinea Frattini, è già presente nel Vco. Tra il Lago Maggiore, il Lago d'Orta e le valli ossolane operano infatti aziende specializzate in elettronica, automazione e sistemi embedded, che sviluppano sensoristica IoT, infrastrutture di comunicazione e piattaforme software per il monitoraggio e la gestione dei dati a distanza.

Tecnologie nate prevalentemente per applicazioni industriali che, secondo il Movimento 5 Stelle, potrebbero essere adattate al controllo dei boschi. Il modello indicato come "Smart Mountain Technologies" si basa su tre elementi: connettività anche nelle zone remote attraverso reti mobili, LoRaWAN o collegamenti satellitari; sistemi autonomi di alimentazione, ad esempio attraverso impianti fotovoltaici; monitoraggio mediante videosorveglianza e sensori.

"Nei cataloghi di queste aziende figurano già dispositivi come rilevatori di fumo connessi, sensori accelerometrici e volumetrici e piattaforme cloud in grado di raccogliere ed elaborare dati ambientali, impiegate tra l'altro per il monitoraggio di frane, ghiacciai e fauna", evidenzia il gruppo territoriale.

L'obiettivo non sarebbe quello di impedire l'innesco degli incendi, ma di accorciare i tempi necessari per individuarli. "È bene essere chiari su un punto: questa tecnologia non può evitare che gli incendi si verifichino, poiché non incide sulle cause che li innescano. Il suo contributo si colloca sul piano della prevenzione, intesa come capacità di monitorare in modo continuo l'area controllata e di allarmare in tempo reale le situazioni critiche", spiegano dal M5S.

Da qui la richiesta alle amministrazioni comunali, alla Provincia del Vco, alla Regione Piemonte e agli enti di Protezione civile di valutare l'avvio di progetti pilota nelle zone maggiormente esposte agli incendi, coinvolgendo le aziende del territorio e il mondo universitario, con l'ipotesi di una collaborazione con il Politecnico di Torino.

Secondo Frattini, utilizzare tecnologie già disponibili permetterebbe di contenere l'investimento iniziale rispetto alla realizzazione di sistemi completamente nuovi. Una rete di questo tipo potrebbe segnalare rapidamente la presenza di fumo e fornire in tempo reale informazioni sulla qualità dell'aria, sui movimenti del terreno e su altri parametri utili a chi deve coordinare gli interventi.

La tecnologia, però, da sola non basta. "Il monitoraggio elettronico non sostituisce la gestione fisica del territorio boschivo, ma si integra con essa: senza una selvicoltura attiva, anche la migliore rete di sensori arriverebbe a segnalare un incendio già favorito da un sottobosco incolto e da un eccesso di combustibile vegetale", sottolinea il comunicato.

Il M5S richiama quindi alcune esperienze già presenti in Piemonte. Tra queste quella del Consorzio Forestale Montagne Biellesi, che riunisce Comuni e Comunità Montane e realizza interventi di diradamento, pulizia del sottobosco e manutenzione dei viali tagliafuoco. Vengono citate anche le esperienze della Val Chisone, della Val di Susa e dell'alta Valle Varaita, dove la gestione forestale si inserisce in filiere bosco-legno-energia e il materiale ottenuto dalla pulizia e dal diradamento può essere trasformato in cippato e utilizzato per il riscaldamento.

Un sistema che, secondo il gruppo territoriale, potrebbe avere ricadute anche economiche e occupazionali nel Vco, coinvolgendo eventualmente i proprietari privati dei terreni boschivi.

La proposta guarda infatti anche alle competenze industriali e tecniche presenti sul territorio. "Il Vco ha una lunga tradizione industriale, sostenuta da istituti tecnici riconosciuti a livello nazionale per la qualità della formazione; non di rado, però, negli anni i giovani tecnici formati in queste scuole hanno trovato altrove le migliori opportunità di lavoro. Rimettere questo know-how al servizio del territorio e della comunità appare non solo utile, ma doveroso", afferma Frattini.

Per il gruppo territoriale, un progetto pilota potrebbe quindi produrre un doppio risultato: migliorare la capacità di prevenzione e risposta agli incendi e, contemporaneamente, creare occasioni per valorizzare professionalità e imprese del Vco.

"Siamo certi che le aziende del territorio si dichiareranno disponibili a un confronto con le istituzioni per approfondire fattibilità, tempi e costi di un primo progetto dimostrativo", conclude Frattini. L'obiettivo è arrivare a un modello di "montagna intelligente" che unisca tecnologia, manutenzione forestale e competenze locali e che, una volta sperimentato nel Vco, possa eventualmente essere replicato anche in altre aree alpine.

comunicato stampa

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore