/ Regione

Regione | 05 ottobre 2026, 14:10

Sanità piemontese, NurSind e Nursing Up lasciano il tavolo regionale e avviano la mobilitazione

I sindacati degli infermieri denunciano: "Mesi di incontri e impegni non hanno prodotto risposte su assunzioni, welfare, organizzazione del 118, mobilità, prestazioni aggiuntive e sicurezza del personale"

Sanità piemontese, NurSind e Nursing Up lasciano il tavolo regionale e avviano la mobilitazione

NurSind Piemonte e Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, sindacati degli infermieri, interrompono la partecipazione al tavolo di confronto con la regione Piemonte e proclamano lo stato di mobilitazione. La decisione arriva dopo mesi di richieste, incontri e impegni che, secondo le due organizzazioni, non hanno prodotto le risposte attese su assunzioni, welfare, organizzazione del 118, mobilità, prestazioni aggiuntive e sicurezza del personale. La partecipazione ai tavoli resterà sospesa fino al ripristino di relazioni sindacali capaci di tradurre il confronto in decisioni e atti concreti. 

"Abbandonare il tavolo è una scelta grave, alla quale arriviamo dopo aver cercato ripetutamente di rendere il confronto utile – dichiarano Francesco Coppolella, per NurSind Piemonte, e Claudio Delli Carri, segretario regionale di Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta –. La reiterata assenza dei vertici della direzione regionale, le richieste senza risposta e il continuo rinvio delle convocazioni hanno svuotato le trattative. Le relazioni sindacali non possono ridursi a un adempimento formale, mentre le questioni che riguardano il lavoro e l’assistenza rimangono irrisolte".

Le due organizzazioni riconoscono la disponibilità manifestata dall’assessore alla sanità Federico Riboldi, ma denunciano una distanza crescente tra gli impegni assunti sul piano politico e il seguito tecnico e amministrativo. A questo si aggiungono, secondo i sindacati, una programmazione carente degli incontri e la frammentazione dei temi, che impediscono di affrontare in modo organico le criticità della sanità piemontese. Il nodo delle assunzioni era già stato affrontato nell’incontro del 15 luglio. In quell’occasione l’assessorato aveva fornito rassicurazioni sull’assenza di un blocco generalizzato, sulla prosecuzione dei reclutamenti già avviati e sulla condivisione con le organizzazioni sindacali degli esiti della ricognizione del personale nelle aziende sanitarie. Oggi NurSind e Nursing Up denunciano un piano assunzioni di fatto bloccato, con conseguenze particolarmente gravi per il personale infermieristico, e il mancato confronto sui risultati di quella ricognizione. "A luglio avevamo accolto positivamente l’impegno a condividere i dati e la programmazione dei fabbisogni – affermano Delli Carri e Coppolella –. Era il presupposto per costruire scelte trasparenti e coerenti con le necessità dei servizi. Oggi denunciamo che quel confronto non è avvenuto e che il reclutamento resta fermo. Le conseguenze ricadono sugli infermieri, sugli altri professionisti sanitari e sugli Oss, chiamati ogni giorno a garantire l’assistenza in condizioni di carenza di personale". 

Nello stesso incontro di luglio era stato sottoscritto il protocollo d’intesa sul welfare, finalizzato alla costruzione di un sistema integrativo regionale e all’armonizzazione delle misure di sostegno ai lavoratori del comparto sanitario. Anche questo percorso, secondo le due organizzazioni, non ha avuto seguito operativo: l’accordo formalizzato a luglio risultava ancora inattuato a settembre. La convenzione per il personale del 118 rappresenta un altro punto centrale della vertenza. La necessità di chiarire i rapporti tra Azienda Zero e le aziende sanitarie, superando ambiguità organizzative e gestionali, resta senza risposta. NurSind e Nursing Up denunciano che, nonostante il mandato politico e un verbale condiviso durante l’estate, non sono seguiti atti concreti. "Chi lavora nell’emergenza deve avere responsabilità definite, riferimenti aziendali certi e tutele chiare – sottolineano Coppolella e Delli Carri –. Sono condizioni necessarie per il personale e per il funzionamento del servizio. Gli impegni assunti sulla convenzione devono tradursi in un assetto operativo comprensibile e applicabile". 

Restano aperte anche le richieste sulla gestione della mobilità e la convocazione del tavolo di verifica sull’utilizzo delle prestazioni aggiuntive da parte delle aziende sanitarie. I sindacati contestano inoltre il mancato confronto contrattuale sulle ricadute organizzative del Pnrr, con particolare riferimento alle Case e agli Ospedali di Comunità. "L’apertura e la riorganizzazione dei servizi richiedono un confronto su organici, competenze e modelli assistenziali – dichiarano i due rappresentanti –. Gli infermieri devono essere coinvolti come professionisti, riconoscendone ruolo e responsabilità. Spostarli da un servizio all’altro senza una programmazione condivisa significa trasferire le carenze, lasciandone irrisolte le cause". Tra le misure rimaste senza attuazione, le due organizzazioni indicano anche gli incentivi di frontiera previsti per trattenere il personale. Sul fronte della sicurezza e della prevenzione delle aggressioni, NurSind e Nursing Up denunciano l’assenza di risposte concrete. Resta aperta la necessità di un monitoraggio regionale delle violenze ai danni del personale sanitario e sociosanitario, accompagnato da interventi coordinati per proteggere chi lavora negli ospedali e nei servizi territoriali. Le recenti aggressioni all’ospedale di Ivrea, che hanno coinvolto sette lavoratori tra infermieri, un medico e Oss, confermano l’urgenza di affrontare il problema in modo strutturale. Le richieste riguardano il monitoraggio condiviso degli episodi, procedure di intervento, organici adeguati, formazione, supporto ai lavoratori colpiti e presidi delle forze dell’ordine nei Pronto Soccorso, da definire con le autorità competenti. 

NurSind e Nursing Up denunciano infine il mancato seguito alla proposta di un tavolo dedicato alla professione infermieristica, dopo un primo incontro interlocutorio a marzo. Il percorso avrebbe dovuto affrontare la valorizzazione del ruolo e delle competenze, la congruità degli organici e i modelli organizzativi, attraverso azioni e risorse concrete. "Abbiamo bisogno di interlocutori presenti, risposte alle richieste e impegni che vengano rispettati – concludono Coppolella e Delli Carri –. Riprenderemo il confronto quando saranno ristabilite condizioni che consentano di lavorare sui problemi e arrivare a risultati verificabili. Nel frattempo avviamo lo stato di mobilitazione: comunicheremo a breve le iniziative per dare voce alle richieste dei lavoratori e riportare al centro il funzionamento della sanità pubblica piemontese".

Comunicato Stampa

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore