Ancora un peggioramento dell’indice di siccità sul territorio regionale: secondo i dati di Arpa Piemonte, infatti, nel mese di settembre 2026 le condizioni di scarsità idrica risultano accentuate rispetto ad agosto, con un livello almeno moderato su tutta la regione che tocca punte severe sui bacini settentrionali.
Nel dettaglio, le precipitazioni medie registrate a settembre sul bacino del Po sono state di circa 35 mm, con un deficit del 66% rispetto alla media mensile storica, uno dei dieci più secchi degli ultimi 70 anni. Tutte le piogge si sono concentrate principalmente nella prima metà del mese, mentre le ultime due settimane sono risultate particolarmente asciutte. Sono state registrate piogge inferiori alla media su tutta la regione, in particolare le aree della regione che hanno registrato i deficit maggiori sono quelle settentrionali di Toce e Sesia e quelle occidentali di Orco e Stura di Demonte (circa -80%).
Le temperature registrate a settembre sono state di oltre 3.5°C sopra la norma, facendo sì che questo sia il settembre più caldo degli ultimi 70 anni, superando quello del 1987 e, in tempi più recenti, il 2023.
Le risorse idriche superficiali stoccate negli invasi e nel lago Maggiore sono complessivamente inferiori alla media del periodo (-49%), in particolare gli scarti maggiori sono localizzati nelle aree occidentali e orientali della regione. Le portate dei corsi d’acqua sono in calo rispetto al mese precedente in quasi tutto il Piemonte. Per le acque sotterranee, i livelli della falda superficiale risultano generalmente con una soggiacenza superiore alla media storica e, in molti casi, particolarmente elevati rispetto ai valori normalmente osservati. Fanno eccezione alcune stazioni dell’Alessandrino e della pianura vercellese. Rispetto al mese precedente, i livelli rimangono sostanzialmente stabili. Più critica la situazione delle sorgenti monitorate, che mostrano valori generalmente molto inferiori alla norma.
Con il mese di settembre si chiude l’anno idrologico, con una precipitazione media cumulata di circa 786 mm sul bacino del Po chiuso a Ponte Becca, che rappresenta uno scarto negativo di precipitazione del 26% rispetto alla norma (1991-2020). I quantitativi maggiori di precipitazione sono stati registrati sui bacini settentrionali di Sesia, Toce e Ticino e nell’area appenninica al confine con la Liguria. Il deficit di precipitazione è stato superiore al 25% nell’area settentrionale e occidentale della regione, con picchi di -40% nei bacini di Toce e Sesia, mentre nelle aree meridionali e sud-occidentali del Piemonte il deficit è stato più contenuto, con valori compresi tra il -20% e il -10%.














