Il settore artigiano registra un lieve arretramento nel Verbano Cusio Ossola. Nel terzo trimestre del 2026, tra luglio e settembre, in provincia sono nate 29 nuove imprese artigiane, mentre 32 hanno cessato l'attività, con un saldo negativo di tre unità.
È quanto emerge dall'analisi sulla demografia delle imprese artigiane piemontesi elaborata dall'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, sulla base dei dati Movimprese e Infocamere-UnionCamere. Il risultato del Vco riflette una situazione di difficoltà che interessa gran parte del Piemonte. A livello regionale, infatti, il trimestre si è chiuso con 1.448 nuove iscrizioni e 1.493 cessazioni, per un saldo negativo di 45 attività e un tasso di flessione dello 0,04%. Al 30 settembre il numero complessivo delle imprese artigiane piemontesi era pari a 112.858. La provincia del Verbano Cusio Ossola presenta una perdita contenuta in termini assoluti, ma si inserisce tra i territori che hanno registrato più chiusure che aperture. Una situazione condivisa anche da Novara, con due imprese in meno, Cuneo con otto, Biella con dodici e Torino con 54. In controtendenza Vercelli e Asti, che hanno chiuso il trimestre con saldi positivi. A rendere più evidente la difficoltà del comparto è il confronto con l'andamento generale delle imprese piemontesi. Considerando tutte le attività economiche, la regione ha infatti registrato un saldo positivo di 694 imprese e un tasso di crescita dello 0,17%.
"Le imprese artigiane stanno attraversando una congiuntura particolarmente negativa", evidenzia Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, richiamando l'attenzione soprattutto sull'aumento dei costi operativi e sulle difficoltà che interessano il settore dell'autotrasporto. Tra i fattori di maggiore preoccupazione figurano il rincaro del gasolio, i costi energetici e la progressiva riduzione dei margini economici, elementi che rendono più complessa la gestione quotidiana delle attività e la pianificazione degli investimenti.
"La tenuta sociale del territorio è legata alla tenuta del tessuto artigianale, sia in termini di valore prodotto, sia in termini di occupazione. Confidiamo che le istituzioni ne prendano atto e definiscano con noi le opportune misure", sottolinea Felici. L'associazione chiede quindi un confronto concreto con le istituzioni per individuare interventi capaci di sostenere le imprese esistenti, favorire nuove iniziative imprenditoriali e garantire continuità alle competenze artigiane, considerate un patrimonio economico e sociale per i territori.














