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Scuola e formazione | 06 marzo 2021, 18:39

"Dove lascio mio figlio se devo andare a lavorare?" Caos interpretativo tra indicazioni ministeriali e ordinanze regionali

Le lezioni in presenza secondo la Regione Piemonte sono garantite solo ad alunni con bisogni educativi speciali, ma non ai figli dei lavoratori del comparto sanità

"Dove lascio mio figlio se devo andare a lavorare?" Caos interpretativo tra indicazioni ministeriali e ordinanze regionali

Confusione e poche risposte chiare. Sono ore febbrili per famiglie e dirigenti scolastici nel Vco, così come in altre aree del Piemonte. La scuola tornerà in Dad da lunedì mattina. Nell'Ossola e nel Verbano per tutti, dalle Materne alle Superiori, per il Cusio solo dalla Seconda media alla Quinta superiore.

"Dove posso lasciare mio figlio?”. E' la domanda che si stanno facendo molti genitori che da lunedì avranno non poche difficoltà per far conciliare Dad e lavoro.

Una risposta a questa domanda nei mesi scorsi era arrivata dal Ministero all'Istruzione che aveva previsto deroghe per bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali, che quindi avrebbero potuto frequentare in presenza nonostante la Dad dei compagni. Nei giorni scorsi il Ministero aveva chiarito attraverso una FAQ che deve essere garantita anche “la frequenza scolastica in presenza… degli alunni e studenti figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione”, “nell’ambito di specifiche, espresse e motivate richieste e … anche in ragione dell’età anagrafica”.


Fin qui sembrerebbe tutto chiaro. Ma l'ordinanza firmata dal Governatore Cirio venerdì 5 ha innescato una serie di dubbi interpretativi.

Si legge infatti “.....l’attività didattica in presenza è sospesa e sostituita dalla didattica digitale a distanza fino al 20 marzo 2021; sono fatte salve le attività curriculari di laboratorio previste dai rispettivi ordinamenti didattici e la frequenza in presenza degli alunni con bisogni educativi speciali, in coerenza con i Piani Educativi Individualizzati (PEI) e/o i Piani Didattici Personalizzati (PDP), adottati nell’ambito del Piano di inclusione d’Istituto inserito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).....”.

Nel testo dell'ordinanza regionale non sembrano quindi essere previste deroghe per i figli di lavoratori di mestieri essenziali.

Questi dubbi sull'interpretazione dell'ordinanza e delle note ministeriali stanno creando malumore tra molti genitori in difficoltà, soprattutto chi lavora in ambito sanitario. Secondo il ministero avrebbero diritto a portare i bambini a scuola, ma questo non è previsto dall'ordinanza regionale.

La stessa situazione si è vissuta tra giovedì e venerdì in Lombardia. Anche qui ci sono stati dubbi interpretativi sull'ordinanza emessa dal Governatore Fontana. Ma dal Pirellone sono subito corsi ai ripari e hanno fatto sapere in una nota che "il ministero dell'Istruzione ha già dato indicazioni ai dirigenti scolastici affinché sia garantita la frequenza in presenza per gli studenti figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione".

La speranza è che anche il Governatore Cirio possa intraprendere la stessa strada del collega lombardo.

Redazione

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