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Politica | 07 ottobre 2021, 17:00

Regione, Lega: “Cave patrimonio importante del Vco”

Il nuovo piano semplifica la burocrazia e prevede anche l’ampliamento e la riapertura delle aree estrattive in zona Zts

Regione, Lega: “Cave patrimonio importante del Vco”

“Le cave sono un patrimonio importante della regione e del Vco in particolare, per questo motivo serviva rendere più snello tutto il sistema, valorizzandolo e superando i punti critici e le perplessità espresse negli ultimi anni dagli addetti del settore”. Lo ha dichiarato il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte Alberto Preioni a margine della votazione, mercoledì in aula a Torino, del testo della legge annuale di riordino. È lo stesso presidente, oggi in una nota, a fare il punto della situazione sul lapideo, sottolineando i tanti punti di forza che contraddistinguono il comparto e alcune realtà d’eccellenza, come Assograniti Vco, che opera da oltre 20 anni.

“La tradizione lapidea del Vco è antica – ricorda il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte – e il nostro punto di forza sono i materiali, ben 19 tipologie diverse di serizzi, marmi, beole e graniti, conosciuti e venduti in tutto il mondo. L’amministrazione regionale in carica a trazione Lega non ha mai dubitato della necessità di dover promuovere interventi concreti a favore del lapideo. Peccato che fino agli anni Ottanta fa le cave fossero circa un centinaio, mentre oggi sono meno di un terzo. Tutti gli attori del Vco, un territorio che è strategico per diversi motivi a partire dalla sua collocazione geografica, devono sempre di più fare gioco di squadra e lavorare in sinergia per ridare vigore alle esportazioni”. Il nuovo piano delle attività estrattive comporta, tra l’altro, l’ampliamento e la riapertura delle cave in zona Zts. I vincoli eccessivi esistenti, infatti, rischiavano di bloccare il sistema. Ma, sanando un buco normativo, è stata anche ripristinata la possibilità di valorizzare gli scarti di cava (che diverranno dunque prioritari) nelle grandi opere pubbliche, i cui fabbisogni di inerti superino i 500mila metri cubi di materiale movimentati. Un secondo articolo prevede, poi, la possibilità che nelle aree tutelate, in particolare nei centri storici, e sottoposte a vincolo ambientale e paesaggistico, siano privilegiati gli impieghi di materiali della tradizione, al fine di conservare l’identità delle nostre montagne”.

“Un’azione volta a garantire l’impiego dei materiali locali: piemontesi, ossolani e di Luserna. Sono soddisfatto di queste novità – conclude il capogruppo del Carroccio – perché credo che siamo stati capaci di recepire le richieste forti giunte dalla categoria, cui permettiamo ora di intraprendere un percorso virtuoso e di risalire la china dopo il periodo di ombre reso ancor più cupo dall’emergenza da Covid”.


C.S.

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