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Economia | 05 dicembre 2023, 12:00

Mercato del lavoro, dati negativi per il Verbano-Cusio-Ossola

Nonostante una crescita costante nella regione Piemonte, la provincia registra un netto calo delle Unità lavoro/anno

Mercato del lavoro, dati negativi per il Verbano-Cusio-Ossola

In Piemonte, il panorama del mercato del lavoro si presenta dinamico e in costante crescita, come evidenziato dalla seconda edizione di “Piemonte Industria 2023: scenari occupazionali”.

Questo studio, realizzato da Confindustria Piemonte, Regione Piemonte, Ires Piemonte e l'Agenzia Piemonte Lavoro, è stato presentato nel contesto di “Io Lavoro” al Lingotto Fiere di Torino. I dati rivelano un totale di 777.806 attivazioni di contratti di lavoro dipendente a livello regionale, il valore più elevato dal 2017. Sebbene il saldo tra attivazioni e cessazioni di contratti nel 2022 sia in crescita rispetto all'anno precedente, rimane ancora al di sotto dei livelli registrati nel 2017 e nel 2018, principalmente a causa di una rapida crescita delle cessazioni, che nel 2022 raggiungono il picco degli ultimi sei anni.

Elena Chiorino, assessore all’Istruzione e Merito, Lavoro, Formazione professionale, Diritto allo Studio universitario della Regione Piemonte, commenta: “Costruiamo un futuro certo per i nostri giovani con la formazione-lavoro e diamo alla nostra regione competenze specializzate, pronte ad entrare nel mondo del lavoro, favorendo la competitività del tessuto industriale. Con le Academy di filiera il Piemonte, terra di manifattura e di eccellenza, offre uno strumento innovativo in più per formare e inserire velocemente nel mondo del lavoro professionisti qualificati, capaci di valorizzare proprio quelle nostre eccellenze che costituiscono quel Made in Italy che il mondo ci invidia”.

L'indagine “Scenari occupazionali” approfondisce l'andamento degli undici settori principali dell'economia piemontese, evidenziando una crescita complessiva del 6,1% nelle attivazioni lavorative nel 2022 rispetto all'anno precedente. Tra i settori analizzati, emerge che la manifattura può garantire rapporti di lavoro più stabili, anche se questo dato potrebbe indicare un declino del settore.

Focalizzandosi sui singoli settori, si osserva una crescita significativa nelle Unità lavoro/anno (Ula), con un aumento del 42,7% nel tessile, abbigliamento, e articoli in pelle, del 35% nell'ICT, del 15,5% nelle Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco, e dell'11% nei trasporti e logistica. Nel complesso, su undici settori analizzati, ben 10 registrano un saldo positivo nelle attivazioni/cessazioni, con l'unica eccezione nel settore fabbricazione di mezzi di trasporto che presenta un calo di -1.218. Nel periodo 2017-2022, solo 4 settori mostrano una crescita percentuale delle attivazioni, evidenziando sfide specifiche in alcuni comparti.

Le figure professionali più richieste nel 2022 per le qualifiche alte includono programmatori informatici, sviluppatori di software, analisti e progettisti di software, tecnici commerciali e consulenti aziendali. Per le qualifiche intermedie, le posizioni più ricercate sono impiegati amministrativi, addetti ai magazzini, addetti alla logistica, riparatori e manutentori. Per le qualifiche basse, si evidenziano opportunità per conduttori di macchine utensili, personale non qualificato e conducenti di mezzi pesanti.

A livello provinciale, la Città Metropolitana di Torino rappresenta quasi la metà delle Unità lavoro/anno (50,4%), ma è interessante notare che altre province, in particolare Biella, mostrano una crescita più significativa, registrando un aumento del 33,0% rispetto al 2021. Nonostante la crescita complessiva positiva, la provincia di Verbano-Cusio-Ossola si distingue per un calo netto, segnando anche una minore quantità di assunzioni nel settore manifatturiero. Nel complesso, a eccezione della provincia di Asti che chiude il 2022 leggermente negativa, tutte le altre province evidenziano una prospettiva positiva.

I dati sottolineano l'importanza del capitale umano come risorsa strategica per le imprese, e il ricambio generazionale emerge come un tema rilevante nelle prospettive aziendali. La stima degli occupati over 60 nei settori analizzati nel biennio 2019-2020 è del 27,8%, sottolineando la necessità di strategie mirate per gestire questa transizione generazionale.

Redazione

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