Pelganta Primo, detto 'Plom' , 78 anni, di Cosasca, è un viticoltore eroico. Nella frazione di Trontano, ove un tempo ogni famiglia aveva una vigna, le persone che portano ancora avanti questa tradizione si possono ormai contare sulle dita di una mano. Plom però resiste e non solo continua a coltivare la vigna, ma lo fa con grande passione, nel modo in cui la coltivavano i suoi genitori e i suoi nonni.
Lega infatti la vigna con i salici, un'antica pratica rurale eco sostenibile che utilizza rami flessibili di salice per ancorare i tralci ai supporti. I salici che ha piantato vicino ad una lanca li raccoglie alcuni giorni prima di legare la vigna nel periodo di luna calante e li conserva in cantina. I vigneti che coltiva sono storici hanno oltre cento anni sono a pergola, nota come topia, con colonne in pietra spesse e pesanti come sostegno verticale e pali di legno orizzontali.
In questi giorni è facile incontrare Plom con il suo Ape verde carico di salici e pali di legno. Le sue sono ormai quasi le uniche topie rimaste, sostituisce i pali in legno marci e lega la vigna.
"Ho imparato da mio papà Eugenio e da mio nonno Cesare - spiega - . A dieci anni aiutavo già i miei in campagna e a tredici anni ho iniziato a lavorare in cava. Finchè potrò continuerò a portare avanti questa tradizione. Speriamo che quest'anno non arrivi, come lo scorso anno, l'insetto giapponese, la popillia, a divorare le foglie della vite. L'uva viene torchiata con un torchio che ho realizzato io. Il vino prodotto prevalentemente con uva americana è detto mericanin e serve per il consumo familiare e per gli amici che vengono a trovarmi. Ne produco solitamente una decina di damigiane. Una volta nella campagna di Cosasca, in questo periodo, era pieno di contadini giovani e anziani che coltivavano la vite. Ormai i giovani hanno abbandonato questa coltura e dopo il lavoro preferiscono andare al bar e girare in motorino".











