In Consiglio comunale a Domodossola sul Punto nascite è andato in scena un confronto acceso. Il sindaco Lucio Pizzi ha parlato in modo netto, respingendo una delle motivazioni principali alla base della chiusura, cioè il basso numero di parti: “Non si può dire che chiudiamo perché nascono pochi bambini. Se i numeri sono questi è perché negli anni il servizio è stato progressivamente indebolito. Prima si svuota un reparto, poi si usa quel calo per giustificarne la chiusura”.
E ancora, senza mezzi termini: “Questo non è governare, è accompagnare un servizio a morire”. Parole, seguite da un attacco politico: “È grave che questo arrivi da chi si è sempre presentato come difensore della montagna e oggi invece indebolisce questi territori”.
Pizzi ha poi messo in discussione anche il progetto del nuovo ospedale: “Non può diventare la scusa dietro cui smantellare pezzo dopo pezzo il San Biagio. Il rischio è proprio questo: togliere oggi promettendo qualcosa che forse non arriverà mai. Togliere il diritto di nascere a un territorio significa condannarlo. E questo non lo possiamo accettare”.
Dall’altra parte, però, le perplessità non sono mancate. Il consigliere Marco Bossi ha invitato tutti a un approccio più concreto: “Fuori da qui la realtà è diversa. Sempre più persone si rivolgono ad altri ospedali perché li considerano più sicuri”. E ha aggiunto: “Prima di votare servirebbe un confronto con i tecnici, con i medici, con chi lavora nel settore". Critico anche sul tono politico del documento: “C’è un attacco diretto alla Regione e a un partito. Così si rischia di trasformare tutto in uno scontro elettorale”.
Sulla stessa linea anche il consigliere di Fratelli d'Italia Angelo Tandurella: “Qui bisogna guardare ai dati. Un punto nascite con numeri così bassi è fragile dal punto di vista della sicurezza, lo dicono le statistiche nazionali e internazionali”. E ha sottolineato un altro aspetto: “Le famiglie scelgono dove andare. Se molti vanno altrove, un motivo c’è. Non possiamo trasformare il punto nascite in un simbolo e dimenticarci della sicurezza di mamme e bambini”.
Di tutt’altro tono l’intervento di Ettore Ventrella (Pd), che ha riportato la discussione sulla realtà del territorio: “Si parla di sicurezza, ma nessuno considera cosa succede prima di arrivare in ospedale. Qui ci sono strade difficili, distanze lunghe. I parti in ambulanza o per strada non entrano nelle statistiche”.
A difendere la linea della maggioranza è intervenuto Daniele Pizzicoli: “Non è campanilismo. Qui parliamo di scelte politiche, fatte negli anni. Non si può usare la sicurezza come motivo per tagliare servizi ovunque”. E ha rilanciato: “I bambini non è che non nascono più, nascono altrove. E questo altera anche i numeri”.
Il voto ha visto i consiglieri del Partito Democratico astenuti, mentre i consiglieri Racco e Bossi hanno lasciato l’aula al momento della votazione. Assenti tra i banchi della minoranza Virgili e Capristo, oltre alla consigliera della Lega Maria Elena Gandolfi.













