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Ultim'ora | 24 luglio 2026, 14:33

Giannotta (Terre des Hommes): "Nei bimbi il device riempie un vuoto"

Giannotta (Terre des Hommes): "Nei bimbi il device riempie un vuoto"

(Adnkronos) - “La difficoltà maggiore che noi vediamo è che il genitore ancora oggi può scegliere come alternativa a una relazione sana e pedagogica con il proprio bambino, il device. Esponendolo allo strumento, in quel momento colma una lacuna, permette al device di occupare uno spazio-tempo che non è in grado, non vuole o non sa come riempire. Stiamo facendo un passo indietro: abbiamo capito che è la dimensione della genitorialità che va supportata, non giudicata, ma proprio messa nelle condizioni di capire e di agire, in modo convinto, su quell'alternativa che non è mai da percorrere. Dobbiamo essere pronti nell'accompagnare il genitore affinché non guardi mai al device come a un'alternativa possibile nella fascia zero-36 mesi”. Lo ha detto Federica Giannotta, responsabile advocacy Terre des Hommes Italia, partecipando all’incontro organizzato in Senato per presentare la proposta di legge su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi - 'Disposizioni per la regolamentazione dell’esposizione ai dispositivi digitali nei bambini e nelle bambine da zero a tre anni a tutela del loro sviluppo neurocognitivo, fisico e relazionale e per la promozione di un graduale accesso al loro utilizzo durante la minore età'- promossa insieme alla Sip-Società italiana di pediatria e la stessa Fondazione. Sostenuta in maniera bipartisan da parlamentari di tutti i gruppi politici, la proposta punta a introdurre Linee guida nazionali sull’esposizione agli schermi dei bambini e bambine, una prassi ritenuta estremamente dannosa e da evitare entro i tre anni di vita. 

“Le linee guida previste dalla proposta di legge - continua Giannotta - permetteranno di accompagnare” i genitori “via via nella crescita del bambino all'uso del digitale, sempre più gradatamente, bloccando l'automatismo di ricorrere al cellulare sempre e comunque”. Come? “Facendo cultura - chiarisce - conoscenza e dando strumenti per comprendere appieno, a tutti i livelli, quelle che sono le conseguenze dannose e gravissime sul cervello del bambino e sullo sviluppo neurocognitivo, di linguaggio e delle competenze basiche che un genitore non vuole che vengano rallentate nel proprio bambino”. 

Un genitore "vuole che il proprio bambino abbia il massimo delle possibilità - aggiunge Giannotta - Nel momento in cui si rende conto che sta mettendo in mano a un bambino uno strumento che tutto questo non glielo permetterà più, anzi lo rallenterà e sarà pericoloso, farà una scelta consapevole. È come fare una scelta rispetto al che cosa mangiare o al come relazionarsi in altri contesti", conclude. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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