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Attualità | 18 agosto 2026, 16:31

Premosello, Martina Bonacina fa il bis al Palio degli Asini

Dopo la storica vittoria dello scorso anno, la fantina si conferma con i colori bianco-lilla. Il Comune: "Oggi tante bambine e ragazze possono dirsi: posso farlo anche io e posso vincerlo"

Premosello, Martina Bonacina fa il bis al Palio degli Asini

Il Palio degli Asini di Premosello-Chiovenda continua a scrivere la propria storia. Martina Bonacina ha vinto ancora, bissando il successo dello scorso anno con i colori bianco-lilla. Una conferma arrivata a dodici mesi dalla prima vittoria di una fantina in 71 anni di storia della manifestazione.

"Solo un anno fa raccontavamo qualcosa che non era mai accaduto in 71 anni di storia: la prima vittoria di una fantina – sottolineano l'assessore Maddalena Manera e l'amministrazione comunale –. Quest'anno Martina è tornata in piazza da favorita e, forse, con ancora più pressione, come la campionessa da battere. E ha vinto ancora".

Una vittoria alla quale il Comune attribuisce un significato che va oltre il risultato della corsa. "La cosa forse più bella della vittoria di Martina non è soltanto il risultato sportivo ma quello che lascia dietro di sé: tra il pubblico del Palio ci sono e ci sono sempre state tantissime bambine e ragazze che sognavano, oggi possono dirsi: 'posso farlo anche io e posso vincerlo!'". Per l'amministrazione "è anche così che cambiano le tradizioni: non cancellando ciò che sono state, ma permettendo a nuove persone di immaginare di poterne fare parte".

L'edizione appena conclusa ha dato anche segnali positivi sul fronte del ricambio generazionale. "È stato bellissimo avere ben tre giovani esordienti", evidenzia il Comune. Matteo Guria ha conquistato il premio come miglior rookie in pista, mentre Alessandro Boschetti ha debuttato a soli 19 anni. "Un cambio generazionale che fa ben sperare per il futuro. Anche se sono mancate alcune 'vecchie' glorie, di cui non escludiamo un acclamato ritorno nei prossimi anni, non si è sentita la mancanza perché tutti i cantoni hanno combattuto dando il 100%".

Tra i protagonisti anche Gabriele Lenz, che si è aggiudicato la cronometro per il cantun Centro e ha poi conquistato il terzo gradino del podio nel Palio. In evidenza anche i fratelli Biondini: Riccardo secondo nella cronometro per il cantun Flécc e Federico secondo nel Palio con il cantun Cusgiàagh di Cuzzago. In gara anche Aurora Petrone, a conferma di una presenza femminile sempre maggiore nella manifestazione.

Al termine delle feste del Ferragosto premosellese, dall'amministrazione arriva soprattutto un lungo ringraziamento alla Pro Loco e ai volontari. "Chi assiste alla corsa vede poche ore di festa, dietro quelle ore, però, ci sono settimane di lavoro, preparativi, telefonate, riunioni, responsabilità, problemi da risolvere e tantissime persone che mettono gratuitamente a disposizione il proprio tempo".

Un impegno che, sottolineano dal Comune, diventa ogni anno più complesso: "Aumentano gli adempimenti, le norme, le responsabilità e tutto ciò che un'associazione senza scopo di lucro deve affrontare per permettere a una comunità di continuare semplicemente a fare festa insieme. Proprio per questo il lavoro della Pro Loco e dei suoi volontari ha, per noi, un valore ancora maggiore".

Le ultime due edizioni sono anche al centro del docufilm "Il Palio - 70 anni a dorso d'asino", presentato nei giorni scorsi e disponibile su YouTube. "Un film che non pretende di raccontare tutto il Palio – sarebbe impossibile – ma sceglie una delle tante storie che lo attraversano per provare a raccontare anche fuori dai nostri confini che cosa significhi questa festa per Premosello".

E potrebbero esserci nuovi racconti in futuro. "Le tante richieste, dopo la presentazione, di raccontare altri personaggi, episodi e aneddoti ci hanno fatto capire una cosa importante: di storie ce ne sono ancora moltissime. E sarebbe bello riuscire, un poco alla volta, a raccoglierle e a lasciare qualcosa alla memoria… non diremo nulla ma ci stiamo lavorando!".

"Perché il Palio non è soltanto chi taglia per primo il traguardo – conclude l'amministrazione –. È fatto di chi corre, di chi prepara gli asini, di chi cuce i colori, di chi monta le transenne, di chi organizza, di chi torna ogni anno, di chi ricorda le edizioni di cinquant'anni fa e dei bambini che oggi le vedono per la prima volta. Della comunità che lo vive. Ed è soprattutto fatto di tutte quelle persone che continuano, ostinatamente e gratuitamente, a renderlo possibile".

Redazione

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