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Attualità | 18 agosto 2026, 16:14

Incendi, l'appello dei forestali: "Serve una gestione attiva dei boschi"

Oidaf Piemonte richiama l'attenzione sulla gestione programmata dei boschi: manutenzione, viabilità forestale, fasce tagliafuoco e anche l'utilizzo controllato del fuoco

Incendi, l'appello dei forestali: "Serve una gestione attiva dei boschi"

"Gli incendi si spengono prima che brucino attraverso una gestione forestale pianificata, competente e continuativa". È il messaggio lanciato dall'Ordine Interprovinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Piemonte di fronte a un'estate particolarmente difficile per i boschi della regione.

Secondo Oidaf, nel corso del 2026 sono già state registrate centinaia di richieste di intervento e gli incendi hanno interessato migliaia di ettari. Tra le aree indicate come maggiormente critiche figura anche il Verbano Cusio Ossola, insieme al Biellese, all'Alessandrino e alle province di Torino e Vercelli.

"Un fenomeno che non può più essere considerato occasionale – sottolinea il presidente Giorgio Uliana –. In una regione nella quale il picco degli incendi boschivi si concentra storicamente nei mesi invernali e primaverili, l'estensione del rischio alla stagione estiva rispecchia dinamiche più tipiche delle regioni mediterranee".

Temperature elevate, lunghi periodi di siccità e una minore disponibilità di acqua, evidenzia l'Ordine, aumentano la vulnerabilità della vegetazione e possono favorire incendi più intensi e difficili da controllare. In questo quadro Oidaf valuta positivamente l'approvazione del nuovo Piano regionale Aib 2026-2030, avvenuta il 27 luglio.

Per i professionisti forestali, però, la prevenzione deve partire molto prima dell'emergenza. Pianificazione, gestione sostenibile dei boschi, manutenzione della viabilità forestale, riduzione del materiale combustibile e utilizzo di strumenti innovativi devono diventare parti di un'unica strategia.

"La gestione forestale non significa semplicemente tagliare il bosco", spiega Daniele Poncino, dottore forestale e componente del consiglio direttivo di Oidaf. Attraverso una gestione programmata è possibile intervenire sulla struttura della vegetazione, ridurre l'accumulo di materiale secco e, dove necessario, interromperne la continuità attraverso fasce tagliafuoco.

Tra gli strumenti indicati c'è anche il cosiddetto "fuoco prescritto", cioè l'utilizzo controllato del fuoco in condizioni rigorosamente pianificate per ridurre la quantità di materiale combustibile presente. Una tecnica che, precisa Poncino, richiede competenze specialistiche, formazione e un'attenta valutazione delle condizioni ambientali e operative.

Centrale anche la viabilità forestale: strade e accessi adeguatamente progettati e mantenuti permettono non soltanto di svolgere gli interventi di manutenzione, ma anche di agevolare l'arrivo dei mezzi antincendio e di soccorso nelle zone più difficili da raggiungere.

"Le istituzioni – conclude Uliana – devono continuare a investire nella pianificazione forestale, nella gestione attiva dei boschi, nella formazione specialistica, nella manutenzione della viabilità e negli strumenti innovativi di prevenzione per ridurre il rischio di incendi catastrofici, proteggere le comunità locali e rafforzare la capacità del Piemonte di adattarsi ai cambiamenti climatici".

comunicato stampa a.f.

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