Nuovi asili nido costruiti grazie al Pnrr, ma ora occorre garantire ai Comuni le risorse necessarie per mantenerli e gestirli. È la richiesta avanzata da Uncem, che torna sul tema dei servizi educativi nelle aree montane e propone una più ampia riorganizzazione del sistema scolastico nelle Alpi e negli Appennini.
Il punto di partenza sono proprio gli investimenti degli ultimi anni. In Piemonte sono stati recentemente inaugurati nuovi asili a Viù e Val di Chy, interventi accolti positivamente dall'Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani. Il problema, secondo l'organizzazione, si sposta però ora sulla sostenibilità economica delle strutture.
Per Uncem, infatti, soprattutto i piccoli Comuni rischiano di non avere sufficienti risorse correnti per sostenere nel tempo i costi dei nuovi servizi. Da qui la proposta di ripensare l'organizzazione nelle vallate, favorendo strutture capaci di riunire diversi livelli scolastici e offrire alle famiglie servizi educativi più continuativi, indicativamente dalla fascia 0-13 anni, durante l'intera giornata e nel corso dell'anno.
Tra le questioni sollevate c'è anche quella dei finanziamenti destinati ai singoli Comuni che non dispongono di asili nido e della possibilità di trasferire o coordinare queste risorse a favore delle amministrazioni che invece gestiscono le strutture utilizzate da un territorio più ampio.
Uncem torna inoltre sulle criticità già evidenziate durante l'attuazione del Pnrr. In particolare, l'organizzazione aveva contestato procedure considerate troppo complesse per i piccoli Comuni e aveva chiesto di valorizzare maggiormente le aggregazioni già esistenti, come Unioni montane, Unioni di Comuni e Comunità montane, nella programmazione dei servizi educativi.
Secondo Uncem, proprio le forme associate potrebbero rappresentare uno strumento per superare le difficoltà dei singoli municipi, evitando la necessità di creare nuove aggregazioni in tempi ristretti per poter partecipare ai bandi.
Il tema non riguarda quindi soltanto la disponibilità di nuovi edifici, ma la possibilità di assicurare nel lungo periodo personale, risorse e servizi. La richiesta è quella di avviare una programmazione specifica per le scuole e gli asili delle aree montane, costruendo un modello che tenga conto delle distanze, della distribuzione della popolazione e delle esigenze delle famiglie che vivono nelle vallate.














