La prima campanella dell'anno scolastico suona oggi per bambini, alunni e ragazzi della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado. A Domodossola, però, il suo suono segna anche un nuovo inizio: quello dei due nuovi Istituti Comprensivi cittadini, Domo 1 e Domo 2, nati dalla riorganizzazione della rete scolastica piemontese voluta dalla Regione Piemonte per esigenze di razionalizzazione.
Un cambiamento che ridisegna l'organizzazione delle scuole cittadine e che porta sotto nuove realtà istituzionali scuole, studenti, docenti e personale, mettendo insieme storie e territori differenti. Un passaggio amministrativo che i due nuovi istituti sono chiamati ora a trasformare in una nuova identità e in una nuova comunità scolastica.
Per il Domo 2, il primo giorno è stato accompagnato da una vera e propria festa di inaugurazione, costruita attraverso una serie di gesti simbolici: le campanelle di due scuole che suonano insieme, circa 940 nomi srotolati da una finestra, un nastro che non viene tagliato ma legato, una capsula del tempo, una chiave consegnata a ciascun alunno e, a Trontano, un nespolo piantato per rappresentare le radici e la crescita della nuova realtà.
È il racconto di questo particolare primo giorno quello affidato alla lettera dell'Istituto Comprensivo Domo 2, che riportiamo integralmente.
"È nato l’Istituto Comprensivo Domo 2: una nuova storia comincia insieme
È un giorno di festa per la comunità scolastica: nasce ufficialmente l’Istituto Comprensivo Domo 2, una nuova realtà che unisce scuole, età, territori e storie diverse in un unico grande progetto educativo.
Nel cortile delle scuole di Domodossola si ritrovano bambini della scuola dell’infanzia e primaria, ragazzi della secondaria, insegnanti e personale scolastico. Alla cerimonia partecipano ia nome del Sindaco di Domodossola l'Assessore all'Istruzione Daniele Folino e la Dirigente scolastica reggente, dott.ssa Alessandra Chelucci. La dirigente scolastica titolare dell’IC Domo 2 è la dottoressa Chiara Varesi.
La mattinata si sviluppa attraverso diversi momenti, pensati per raccontare con gesti semplici e simbolici la nascita della nuova comunità scolastica.
La festa comincia quasi come un piccolo dialogo immaginario tra le due scuole di Domodossola, Kennedy e Floreanini. Due edifici vicini, due storie diverse che da oggi appartengono alla stessa casa.
E quando due amici si danno appuntamento, la prima cosa da fare è sincronizzare gli orologi. Così accade anche alle due scuole: dopo un conto alla rovescia, dalle finestre suonano insieme le campanelle.
È un gioco, ma anche il primo simbolo della giornata: da oggi il tempo delle due scuole batte insieme.
La seconda parte della mattinata guarda indietro, alla storia. Si ricordano alcune tappe che hanno segnato la vita scolastica del quartiere: la scuola Kennedy che muove i primi passi nel 1959, l'inaugurazione del complesso scolastico nel 1969, la nascita della seconda scuola media nel 1976, l'avvio dell'indirizzo musicale nel 1988, fino al settembre 2026 e alla nascita dell'IC Domo 2.
Ma una scuola non è fatta soprattutto di date e di edifici. È fatta di nomi.
Ed è proprio dalla finestra dell'ultimo piano delle Kennedy che viene srotolato un lunghissimo elenco: circa 940 nomi, quelli dei bambini della scuola dell'infanzia, degli alunni della primaria, dei ragazzi della secondaria, degli insegnanti e di tutto il personale. E insieme a loro ci sono naturalmente gli amici di Trontano.
Centinaia di nomi, uno dopo l'altro, per rendere visibile ciò che significa davvero un Istituto Comprensivo: tante persone diverse che da oggi possono dire “noi”. La stessa scaletta della cerimonia prevede proprio questo grande elenco srotolato come immagine della nuova comunità.
Un nastro che non si taglia: si lega
Arriva quindi il momento dell'inaugurazione ufficiale. Ma anche qui si sceglie di cambiare il gesto tradizionale.
L'assessore non taglia il nastro: lo lega.
Il nastro arriva da una scuola all'altra e viene unito, con la partecipazione simbolica di un bambino della primaria e di un ragazzo della secondaria.
Perché il nuovo Istituto non nasce da qualcosa che viene diviso, ma da qualcosa che viene messo insieme. Il nastro diventa così il segno concreto di un legame tra scuole, generazioni e territori.
A dare voce al significato della giornata sono quindi la dirigente scolastica reggente Alessandra Chelucci, con il suo saluto alla nuova comunità scolastica, e l'assessore Folino, che porta il saluto della città.
Lo sguardo si sposta poi dal passato al futuro con la capsula del tempo.
Sindaco, Dirigente e bambini affidano alla capsula un frammento di questo giorno, perché possa custodire la memoria della nascita dell'IC DOMO 2.
Un giorno qualcuno potrà ritrovarla e scoprire chi c'era, cosa pensava e come immaginava la scuola del futuro. È il modo dei bambini e dei ragazzi di oggi per lasciare un messaggio semplice a quelli di domani: “Noi c'eravamo, quando tutto è cominciato”.
Ad attendere tutti gli alunni nelle loro classi c'è infine un piccolo gadget: una chiave.
Non è soltanto il ricordo del primo giorno. La chiave è il simbolo di qualcosa che si apre: una scuola nuova, porte da attraversare, conoscenze da scoprire, amicizie da costruire e strade ancora da percorrere.
Ma dice anche qualcosa di più: questa scuola è casa vostra. Ogni bambino e ogni ragazzo ne riceve simbolicamente la chiave perché l'IC Domo 2 appartiene soprattutto a chi ogni mattina entra nelle sue aule e, giorno dopo giorno, lo rende vivo.
La festa coinvolge naturalmente anche Trontano, dove il nuovo inizio assume la forma di un gesto destinato a rimanere: viene piantato un nespolo.
Oggi l'albero è piccolo, proprio come è giovane l'IC Domo 2. Ha bisogno di tempo, cura e attenzione per mettere radici e crescere. Anno dopo anno diventerà più grande insieme ai bambini che oggi lo vedono piantare.
Le radici raccontano la storia, i rami guardano al futuro e i frutti ricordano ciò che ogni scuola spera di far maturare nei propri ragazzi.
La mattinata si conclude tutti insieme con l'Inno di Mameli, in un clima di festa.
Campanelle che suonano insieme, 940 nomi che scendono da una finestra, un nastro che invece di essere tagliato viene legato, una capsula consegnata al futuro, una chiave per ogni alunno e un nespolo che comincia a mettere radici.
Sono piccoli gesti, ma raccontano tutti la stessa cosa: una scuola nuova non nasce semplicemente perché cambia un nome. Nasce quando tante persone cominciano a sentirsi parte della stessa storia.
Da oggi quella storia ha un nome: Istituto Comprensivo Domo 2.
Evviva il Domo 2!"


























































