Una dinamica brillante che premia le produzioni di punta del Verbano-Cusio-Ossola oltre confine. Nella prima metà del 2026 le esportazioni del VCO hanno superato i 443,8 milioni di euro, archiviando una crescita del +10,4% rispetto al primo semestre del 2025. Si tratta dell'incremento percentuale più elevato tra tutte le province dell'Alto Piemonte, pur rapportato a volumi assoluti che incidono per il 6,5% sul totale del quadrante.
A trainare l'exploit provinciale sono stati i due comparti cardine del territorio. Il settore delle sostanze chimiche ha fatto registrare un balzo in avanti del +48,2%, raggiungendo i 91,6 milioni di euro, mentre la metallurgia e la lavorazione dei metalli — prima voce d'esportazione provinciale — è salita a quota 123,9 milioni, con un incremento del +15,6%. Segnali incoraggianti arrivano anche dal tessile-abbigliamento (+19,2%), dalle apparecchiature elettriche (+50,6%) e dai mezzi di trasporto (+14,6%). Frena invece la meccanica (-6,8%), mentre il comparto alimentare e bevande dimezza i propri volumi rispetto all'anno precedente (-49,7%).
Sotto il profilo dei mercati di sbocco, la Svizzera si conferma saldamente la destinazione di riferimento per le imprese del VCO, raccogliendo oltre il 20% delle vendite con un balzo del +32,9% (quasi 90 milioni di euro). Molto positiva anche la risposta della Germania (+16,9%), secondo mercato partner, mentre cedono terreno la Francia (-6,8%) e la Spagna (-13,3%). Nel complesso, le vendite verso l'area extra-UE registrano un incremento del +21,3%, proprio sotto la spinta della Confederazione Elvetica, a fronte di un +4,7% verso i Paesi comunitari.
La vivacità del VCO spicca nel confronto con il resto del quadrante, che chiude i primi sei mesi a quota 6,79 miliardi complessivi (+2,9%): Biella cresce del +6,2% e Novara del +4,0%, mentre Vercelli arretra del -2,6%. Come evidenziato dal presidente della Camera di Commercio Angelo Santarella, per sostenere il tessuto produttivo alle prese con le tensioni geopolitiche globali aprirà il 1° ottobre un bando da 350 mila euro a fondo perduto, finalizzato ad abbattere i costi delle pmi per l'accesso alle fiere internazionali.














