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Confine | 09 ottobre 2026, 19:00

‘’No'' al nuovo impianto di 40 antenne Starlink nel Cantone Vallese

Una petizione sottoscritta da circa 14.550 persone chiede che si arresti la realizzazione della stazione terrestre nel comune di Leuk

Leuk (immagine da Wikipedia)

Leuk (immagine da Wikipedia)

‘’No al nuovo impianto di 40 antenne Starlink nel Cantone del Vallese’’.  Il Governo svizzero ha ricevuto una petizione sottoscritta da circa 14.550 persone e rivolta al consigliere federale Martin Pfister affinché arresti la realizzazione della stazione terrestre nel comune di Leuk.

Lo evidenzia il sito di informazione NosAlpes che ricorda come ‘’a più di un anno dalle prime notizie sull’installazione di 40 nuove antenne Starlink a Leuk, nel Cantone del Vallese, il progetto di SpaceX torna a fare discutere e ad accendere più di una polemica’’.

Un progetto che risale alla primavera del 2025: l’installazione di 40 antenne sul sito di Leuk-4. ‘’Il collegamento con la multinazionale di Elon Musk è confermato dal sindaco di Leuk, Alain Bregy, che sostiene che la tipologia di antenne previste e la loro funzione permettono di ricondurre il progetto a tale rete. Anche l’Ufficio federale delle comunicazioni avvalla che SpaceX ha presentato una richiesta relativa a una licenza di radiocomunicazione e che esso stesso è in contatto con la società per gli aspetti tecnici’’ scrive NosAlpes.

Da qui la sollevazione di molti svizzeri che denunciano preoccupazioni riguardo ai possibili effetti sulla salute dell’esposizione alle emissioni elettromagnetiche. Ma non solo. Tra le perplessità anche il consumo energetico e l’inquinamento luminoso, oltre che la sovranità dei dati e le implicazioni geopolitiche legate alla dipendenza da una rete gestita da SpaceX.

L’impianto è però difeso dal sindaco Alain Bregy, che parla di ricadute economiche. Tanto che il Comune di Leuk – è  il novembre 2025 - respinge le opposizioni e rilascia il permesso di costruzione, ma chi contesta l’impianto va ancora ricorso al Governo del Canton Vallese e la realizzazione del progetto resta congelata

’’Le richieste della petizione – scrive NosAlpes - riguardano in particolare la sovranità dei dati e i possibili rischi geopolitici associati alla presenza di una infrastruttura di comunicazione controllata da una società statunitense. Gli organizzatori sostengono inoltre che le antenne sarebbero collocate in prossimità delle aree abitate e del Parco naturale Pfyn-Finges e contestano le emissioni elettromagnetiche previste. È bene precisare però che tale autorizzazione differisce dal permesso di costruzione accordato invece dal Comune, pertanto non equivale automaticamente a una licenza ordinaria definitiva per l’esercizio dell’impianto. Senza dimenticare che le comunicazioni satellitari devono essere coordinate con gli altri utilizzatori dello spettro radio anche oltre i confini nazionali al fine di evitare interferenze tra servizi satellitari e terrestri’’.

Renato Balducci

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