C'è anche Giorgio Bartolucci, chef dell’Atelier di Domodossola, tra i cento protagonisti di Che sapore ha la felicità?, il libro di Fabiana Salsi pubblicato da Rizzoli e disponibile nelle librerie dal 29 settembre. Nel volume, che raccoglie ricette, ricordi ed emozioni di alcuni dei più importanti chef italiani, Bartolucci racconta un piatto legato alla propria infanzia: la “Pülenta, Tümatis e oeüv”, polenta, pomodoro e uova, preparata ogni venerdì insieme alla zia.
Un ricordo familiare che porta direttamente alle origini della sua cucina e al rapporto con l’Ossola. La polenta cotta lentamente sulla vecchia stufa, i pomodori dell’orto e le uova delle galline di casa diventano così il punto di partenza del racconto dello chef, oggi alla guida di una cucina stellata, ma ancora profondamente legata alla memoria e ai prodotti del territorio.
Bartolucci compare nel libro accanto a nomi di primo piano della ristorazione italiana, tra cui Massimo Bottura, Antonino Cannavacciuolo, Carlo Cracco, Giorgio Locatelli, Antonia Klugmann e Gennaro Esposito. Il filo conduttore del volume non sono però i riconoscimenti ottenuti dagli chef, ma i piatti che ciascuno di loro associa a un ricordo personale. Gli introiti del libro, compresi quelli dell’autrice, saranno devoluti a Emergency.
Per Bartolucci il nuovo riconoscimento editoriale si inserisce in un periodo particolarmente intenso sul fronte professionale. Dopo la partecipazione di settembre a Ischia Safari, dove alla Festa al Negombo ha proposto il “BAO...SSOLANO”, lo chef ossolano è atteso nei prossimi mesi in altri due importanti appuntamenti.
Il 26 ottobre sarà sul Lago d’Orta per la tradizionale Cena delle Stelle, insieme a chef come Giancarlo Perbellini, Michelangelo Mammoliti, Antonino Cannavacciuolo, Andrea Monesi e Gianni Bertone.
Il 6 novembre Bartolucci sarà invece a Stresa, al Grand Hotel des Iles Borromées & SPA, per Le Alte Mete – Dinner Fundraising di HOSPES, serata dedicata all’eccellenza dell’ospitalità e alla formazione dei giovani. Il ricavato dell’iniziativa sosterrà infatti le attività di HOSPES, comprese quelle rivolte ai Soci Junior.
Dall’Ossola a Ischia, dal Lago d’Orta a Stresa, il percorso dello chef continua dunque a intrecciare appuntamenti nazionali e valorizzazione delle proprie radici. Una cucina che negli anni ha portato l’identità ossolana su palcoscenici sempre più ampi, senza perdere il legame con quei sapori domestici da cui tutto è cominciato.













