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Digitale | 01 novembre 2026, 12:27

Tirzepatide, la molecola a doppia azione che attira i laboratori europei

Tirzepatide, la molecola a doppia azione che attira i laboratori europei

 

Negli ultimi anni poche molecole hanno attirato l'attenzione della comunità scientifica quanto la tirzepatide. Sviluppata nei laboratori di Eli Lilly con il nome in codice LY3298176, è oggi oggetto di studio anche da parte di università e centri di ricerca europei. Il motivo principale è uno: agisce contemporaneamente su due recettori ormonali diversi, una caratteristica che la distingue dalle molecole che agiscono su un solo recettore.

Un peptide che "parla" con due recettori

La tirzepatide è un peptide modificato con un acido grasso, progettato per una somministrazione settimanale. A differenza delle molecole che agiscono soltanto sul recettore del GLP-1 (glucagon-like peptide-1), attiva anche quello del GIP, il polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente. Si tratta di due ormoni prodotti dall'intestino che, come spiega la scheda pubblicata dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA), si legano a recettori presenti in diversi organi, tra cui il pancreas e il cervello.

Lo studio che ne ha descritto la scoperta, firmato da Coskun e colleghi e pubblicato nel 2018 sulla rivista Molecular Metabolism, ha caratterizzato la molecola prima in vitro, su linee cellulari, poi su modelli murini, fino ai primi test clinici di fase 1. Nei topi, la somministrazione prolungata ha ridotto il peso corporeo e l'assunzione di cibo in misura significativamente maggiore rispetto a un agonista del solo recettore GLP-1. È proprio questo confronto ad aver acceso l'interesse dei ricercatori: capire quanto il "secondo bersaglio" aggiunga al primo è oggi una delle domande più discusse nella ricerca sul metabolismo.

I risultati dello studio SURMOUNT-1

La verifica su larga scala è arrivata con SURMOUNT-1, uno studio di fase 3 randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, pubblicato nel luglio 2022 sul New England Journal of Medicine. La sperimentazione ha coinvolto 2.539 adulti con obesità, oppure in sovrappeso con almeno una complicanza legata al peso, escludendo le persone con diabete. I partecipanti sono stati seguiti per 72 settimane.

Al termine del periodo di osservazione, la variazione media del peso corporeo è stata del 15,0%, del 19,5% e del 20,9% in meno nei tre gruppi che ricevevano tirzepatide a dosaggi diversi, contro un calo del 3,1% nel gruppo placebo. Secondo gli autori, gli eventi avversi più frequenti sono stati di tipo gastrointestinale, per lo più di intensità lieve o moderata e concentrati nella fase iniziale di aumento graduale della dose.

Anche sulla base di questi dati, il 15 settembre 2022 è stata rilasciata un'autorizzazione all'immissione in commercio valida in tutta l'Unione europea per Mounjaro, il medicinale che contiene tirzepatide come principio attivo. Si tratta di un farmaco ottenibile solo con prescrizione medica, indicato per il diabete di tipo 2 e, a determinate condizioni, per la gestione del peso negli adulti.

Perché interessa i laboratori

Per chi fa ricerca di base, la tirzepatide è diventata un modello di studio di grande valore. Permette di indagare come la stimolazione combinata dei recettori GIP e GLP-1 influisca sulla secrezione di insulina, sull'appetito e sul metabolismo energetico. Offre inoltre un termine di paragone per la nuova generazione di peptidi che agiscono su più recettori, oggi in diverse fasi di sviluppo. Nei laboratori la molecola viene impiegata soprattutto in esperimenti in vitro e in studi preclinici, dove contano lotti di composizione nota e una qualità che sia possibile verificare.

Cosa incide sul costo

È anche per questo che il costo della tirzepatide destinata alla ricerca può variare in modo sensibile da un fornitore all'altro. I fattori in gioco sono diversi. Il primo è la complessità della molecola: un peptide che porta una catena di acido grasso richiede in genere passaggi di sintesi e di purificazione più delicati rispetto a un peptide semplice. Il secondo è il controllo di qualità: analisi come la cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC), soprattutto quando sono affidate a laboratori indipendenti, hanno un costo che si riflette sul prodotto finale. Contano poi la quantità contenuta in ciascun flacone e i volumi richiesti da un progetto.

Per chi segue il settore, una panoramica sul prezzo della tirzepatide nei diversi formati da laboratorio aiuta a capire come la spesa cambi in base alla quantità e alla purezza dichiarata, e a confrontare le offerte con un criterio più consapevole.

Una distinzione da tenere a mente

Resta però una distinzione fondamentale. La tirzepatide venduta per la ricerca non è un medicinale: è destinata esclusivamente all'uso in laboratorio, in vitro e preclinico, e non all'uso umano. Il medicinale a base di tirzepatide autorizzato nell'Unione europea, Mounjaro, si ottiene con prescrizione e va utilizzato sotto controllo medico. Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista sanitario.

Nel frattempo la ricerca prosegue. L'EMA continua a monitorare i dati sull'uso del medicinale e ad aggiornarne le informazioni di prodotto, mentre nei laboratori europei la tirzepatide resta uno dei punti di riferimento per capire come funzionano gli ormoni intestinali e fin dove possa spingersi la nuova generazione di peptidi metabolici.

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