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Attualità | 19 luglio 2022, 18:40

Rilancio piccoli borghi: dal Pnrr oltre 2milioni e 500mila euro per Premosello, Beura e Malesco

lE tre amministrazioni ossolane esprimono grande entusiamo e soddisfazione per aver collaborato assieme

Rilancio piccoli borghi: dal Pnrr oltre 2milioni e 500mila euro per Premosello, Beura e Malesco

Premosello Chiovenda, Beura Cardezza e Malesco sono 3 i Comuni della provincia del Vco ad essersi aggiudicati 2.560.000 euro di fondi del PNRR sul capitolo della cultura che serviranno per il rilancio dei piccoli Borghi Storici sotto i 5mila abitanti, come già segnalato da Ossolanews a fine giugno.

Alla luce dell'importante risultato le tre amministrazioni ossolane esprimono grande entusiamo e soddisfazione per aver collaborato assieme. “Il Bando chiedeva di immaginarsi una versione sostenibile e condivisa di futuro, rispondendo non solo alle esigenze odierne ma anche a quelle delle future generazioni; il progetto comune ha convinto la commissione ministeriale ed è riuscito ad affermarsi nonostante una concorrenza molto agguerrita. In numeri il Bando Borghi Storici del PNRR ha visto a livello nazionale 1791 progetti presentati, 249 nel solo Piemonte (con una possibilità di vittoria ogni 19 progetti), ed è con orgoglio che possiamo dire di fare parte dei 13 vincitori scelti nella nostra Regione e tra i 207 progetti vincitori a livello nazionale”.

Spiegano i sindaci: “Il punto centrale che ha delineato la tipologia ed i luoghi di intervento è stata la definizione di Borgo Storico, indicata nelle condizioni di ammissibilità come tassativa, che indicava: 'quegli insediamenti storici chiaramente identificabili e riconoscibili nelle loro originarie caratteristiche tipo-morfologiche, per la permanenza di una prevalente continuità dei tessuti edilizi storici e per il valore del loro patrimonio storico-culturale e paesaggistico' da qui la scelta dei luoghi di intervento proposti: la frazione di Colloro per il comune di Premosello-Chiovenda, la frazione di Cuzzego per il Comune di Beura-Cardezza e Malesco, che invece rientra per intero nella definizione di Borgo Storico, che ha puntato su Finero e sul paesaggio di Scaredi. Progetti su aree ben definite e un filo rosso che ha portato all’aggregazione dei 3 comuni, con Premosello-Chiovenda come capofila, ovvero l’appartenenza dei territori al Parco Val Grande; tutto ciò ha permesso di creare un progetto di sviluppo coeso e coerente senza la necessità di una continuità territoriale diretta.

'L’idea forza è la risposta ad una esigenza: vogliamo rendere attrattivo il territorio per le comunità, invogliarle a viverlo in maniera attiva, svilupparlo conservando le tradizioni, tutelandolo e al tempo stesso innovandolo in maniera sostenibile. Vogliamo rivitalizzare le tradizioni dei luoghi, farle nostre prima della loro scomparsa, ponendo le future generazioni come soggetti della missione. Mostrare ai giovani il valore del patrimonio di storia, arte, cultura e tradizioni presenti nei comuni; insegnargli l’importanza della tutela del territorio, creare consapevolezza come strumento per il rilancio occupazionale, per la rivitalizzazione sociale ed economica e contro lo spopolamento' così uno stralcio del documento progettuale di 173 pagine inviato lo scorso 14 marzo che ha richiesto uno sforzo considerevole a tutte le persone (tecnici, Sindaci e consiglieri) che hanno partecipato alla sua stesura; sforzi che sono stati ampiamente ripagati dal riconoscimento finale.

Il Sindaco di Premosello-Chiovenda Elio Fovanna ci racconta: «Colloro è un giardino dal microclima invidiabile posto, sopra Premosello-Chiovenda, a circa 500 metri di altitudine; fino agli anni sessanta era circondato terrazzamenti coltivati, pascoli, campi, vigneti, castagneti, frutteti, segale, patate e granoturco. Le mulattiere, i muri a secco, le fontane, le cappelle, gli abbeveratoi, i mulini, le stalle e i forni creavano un paesaggio tipicamente rurale, vivo e molto caratteristico. Dagli anni ‘60 e ’70 del secolo scorso, viste le migliori possibilità di guadagno nelle fabbriche del territorio, molti abitanti abbandonarono la frazione portando così in declino tante secolari testimonianze e tradizioni della cultura e di conseguenza, i terreni prima coltivati, a poco a poco, sono stati invasi da boscaglie e rovi. Nel nostro programma elettorale abbiamo posto significativa attenzione alle prospettive di recupero culturale e turistico del Comune (possibilmente in collaborazione con esterni e soprattutto con il Parco Nazionale Val Grande), della storia e delle tradizioni per cercare di evitare, o per lo meno contenere, il declino del paesaggio tradizionale e per non perdere le bellezze paesaggistiche e le eredità storico-culturali, che per noi costituiscono una ricchezza da valorizzare. Il progetto PNRR per la ripresa e resilienza dei piccoli borghi storici è stata per noi una preziosa opportunità, insieme ai Comuni di Beura e Malesco, per dare contenuto al nostro programma per la rigenerazione economica e culturale del nostro paese; è questo un progetto orientato al futuro, per dare ai nostri figli maggiori possibilità economiche e di vita identificandosi con le proprie origini e le proprie radici, non solo agli abitanti della frazione ma ai Premosellesi tutti e a tutti coloro che magari si trasferiranno grazie a questi fondi nei nostri territori».

È doveroso ricordare che l’arrivo del bando sbloccherà altri fondi, ben 200 milioni di euro complessivamente, che saranno disponibili come regime di aiuto per micro, piccole e medie imprese, anche non profit, localizzate o che intendono insediarsi nei 289 comuni assegnatari.

Anche il Sindaco di Beura-Cardezza Davide Carigi ha dimostrato profonda soddisfazione, oltre ad una piccola rivincita personale, per l’assegnazione di questo Bando: «Ho fin da subito creduto nella bontà di un’azione congiunta tra comuni e nella validità delle proposta fatta assieme al Comune di Premosello-Chiovenda e di Malesco, nonostante le critiche ricevute dall’ex minoranza consigliare; tutta la nostra amministrazione Comunale è inoltre rimasta favorevolmente colpita dalla passione e dalla caparbietà dimostrata nel portare avanti la progettazione da parte del Comune Capofila, e questo progetto vittorioso siamo certi che darà un forte valore aggiunto al nostro territorio, non solo locale ma provinciale».

Enrico Barbazza è il Primo Cittadino di Malesco, storicamente il comune più popoloso della Valle Vigezzo, amministra un paese che può vantare una lunga storia architettonica paesaggistica e culturale, non solo è una delle bandiere arancioni del Touring Club Italiano ma vanta un Ecomuseo Regionale, un festival Internazionale di cortometraggi, Malescorto, e una serie di eventi e iniziative legate al territorio; eppure, ci racconta il Sindaco, che anche a Malesco le difficoltà legate allo spopolamento e alla natura di piccolo borgo non mancano: «Il patrimonio culturale e naturalistico del Comune di Malesco offre ampie possibilità di sviluppo e prospettive lungimiranti, in grado di contrastare il difficile periodo di criticità economica che caratterizza sicuramente anche i territori montani, spesso a rischio di spopolamento e quindi alla ricerca di nuove modalità di crescita e addirittura rinascita. L’abbandono parziale del territorio da parte di allevatori e agricoltori, negli anni ‘80 e ‘90 (ricordiamo che i nostri paesi montani vivevano all’epoca, per la maggior parte, di pastorizia e agricoltura) è sicuramente legato alla mancanza dell’indispensabile ricambio generazionale che potesse dare continuità a queste attività, fondamentali per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio stesso, alla carenza di vie di accesso praticabili anche con mezzi agricoli in zone da sempre poco accessibili se non con fatica e difficoltà, all’assenza di migliorie necessarie per garantire a chi restava in montagna di poter lavorare in modo dignitoso e con un congruo ricavato. Questi territori oggi sono fortunatamente ancora utilizzati da piccole, coraggiose aziende locali che, nonostante i numerosi sforzi fisici ma soprattutto economici, riescono a monticare parte del loro bestiame a sostegno di un pascolo che, se abbandonato, potrebbe lasciare spazio solamente ad arbusti infestanti, rovi e tutto ciò che ne potrebbe conseguire. Solamente soluzioni concrete potrebbero favorire il ritorno alla montagna da parte di numerosi giovani valligiani che, con passione e competenza, cercano di rimettere in piedi aziende agricole di qualità, consapevoli degli indispensabili investimenti economici necessari e quotidianamente alle prese con le difficoltà di una burocrazia spesso asfissiante e demotivante. Sapere di aver vinto questo bando è stata una bella sorpresa e siamo contenti di poter aggiungere qualche fatto concreto alla nostra offerta turistico-culturale; è stato positivo constatare che le sinergie con altri Comuni possono essere vincenti e il pensiero che anche altre realtà della nostra provincia, come Premosello e Beura, abbiano la possibilità di sviluppare la loro offerta e il loro territorio ci gratifica e rende felici. Ampliare la proposta turistica del VCO è una vittoria per tutti quanti, non solo per i singoli comuni».


C.S.

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