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Politica | 26 giugno 2023, 17:24

Borghi: ''Il Governo latita sul telelavoro dei frontalieri''

Il parlamentare ossolano di Italia Viva invita la Farnesina ''ad intervenire come ha chiesto il Parlamento"

Borghi: ''Il Governo latita sul telelavoro dei frontalieri''

Scadrà il 30 giugno la norma transitoria varata dal Governo che permette ai frontalieri di poter lavorare da casa per il 40 per cento del tempo di lavoro, senza temere impatti tributari.

La brutta notizia di queste ore è che l'Esecutivo Meloni ha deciso di non rinnovare la validità della norma mettendo in difficoltà moltissimi frontalieri che sul telelavoro basano la propria organizzazione di lavoro e di vita. 

Inoltre la stessa Italia (a differenza di quanto ha già fatto la Svizzera) per il momento ha deciso di non aderire ai nuovi regolamenti europei che permetterebbero ai frontalieri di lavorare da casa entro il 49,99% del tempo di lavoro senza avere impatti di natura previdenziale.

Nonostante i numerosi “Ordini del giorno” presentati in Parlamento e le richieste dei sindacati, il Governo italiano ha quindi deciso di prendere tempo sul telelavoro. Scelta miope e decisamente dannosa per tutti i professionisti frontalieri del nostro territorio.
Il Governo svizzero a sua volta ha cercato a più riprese di convincere la contro-parte italiana a sottoscrivere in tempo utile un nuovo Accordo amichevole che potes-se dare stabilità ad una norma più moderna sul telelavoro. I negoziati sono ancora aperti e vi è fiducia che si possa arrivare ad una fumata bianca. A fronte tuttavia delle resistenze dell’esecutivo italiano, i tempi non saranno brevi (di certo non entro il primo luglio ma probabilmente nemmeno entro l’inizio dell’autunno).

Fino a quando l’Italia non accetterà di aderire ai nuovi Regolamenti europei e, conte-stualmente, di sottoscrivere un nuovo Accordo amichevole con la Svizzera, il telelavo-ro per i frontalieri resterà così confinato dentro le vecchie regole, che sono molto stringenti e penalizzanti.

"È un grave ritardo questo del governo – osserva il senatore Enrico Borghi del gruppo Italia Viva/Azione-Renew Europe – anche perché nei passaggi parlamentari praticamente tutte le forze politiche, e naturalmente anche la nostra, avevano ri-chiamato il Governo sulla necessità di adempiere per tempo. Ora saranno i lavo-ratori frontalieri a pagare l’inerzia del governo; e rilanciamo l’appello alla Farne-sina di dare seguito a quanto già formalizzato in Parlamento. Non possiamo fare l’ennesima brutta figura nel confronto tra Italia e Svizzera, dopo aver lavorato in-tensamente al nuovo trattato che sta per entrare in vigore".

C.S.

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