È ormai nota a tutti la situazione a dir poco discutibile della SS33 del Sempione, la superstrada ossolana che da lungo tempo è caratterizzata da buche, avvallamenti e cantieri infiniti. Proprio su questo tema interviene anche il sindaco di Ornavasso Filippo Cigala Fulgosi che, tramite una lettera, chiede un intervento immediato al capo dipartimento di Anas e al prefetto del Vco.
“Come tutti gli Ossolani frequento abitualmente la superstrada il cui sedime, per quanto abbia avuto un parziale rifacimento del manto bituminoso, permane intervallato da restringimenti di ormai eterna durata a causa della pericolosità di alcuni tratti nonché di infinti avvallamenti e disconnessioni che, in particolare in condizioni metereologiche avverse, costituiscono causa di grave rischio per l'incolumità pubblica”, scrive il primo cittadino di Ornavasso.
“Su tale argomento – prosegue - Ella ha già risposto e presumo replicherà nuovamente che ogni intervento può essere programmato esclusivamente in funzione delle risorse che vengono annualmente concesse per tale strada dal governo centrale. Se mio malgrado e con italica rassegnazione - da amministratore pubblico quale sono - comprendo purtroppo tale risposta, non posso tuttavia rassegnarmi nel vedere cespugli ed arbusti cresciuti a margine dei guardrail dello spartitraffico le dimensioni dei quali fanno ritenere una mancata manutenzione per almeno un paio d'anni oltre che iniziare a limitare realmente la visibilità delle corsie di sorpasso”.
“E la domanda – sottolinea Cigala Fulgosi - sorge allora spontanea: ma è mai possibile che qui, alla periferia dell'impero non possano intervenire (e se si con regolarità) un paio di cantonieri almeno per sfalciare e pulire una via di transito internazionale? E ancora: dobbiamo per forza fare la figura dei pezzenti e degli incapaci rispetto al naturale paragone che chiunque la percorre è portato a fare con la continuazione di tale strada in territorio elvetico? Scusi il tenore poco istituzionale della missiva, Ingegnere, ma mi piacerebbe che almeno su quel minimo di decoro che economicamente possiamo certamente permetterci la dignità del nostro Paese fosse salvaguardata”.