Dopo l’attacco alla regione Piemonte da parte del sindaco di Domodossola Lucio Pizzi sul tema della sanità, anche il Partito Democratico del Vco interviene sulla questione, sottolineando ancora una volta come la decisione della regione di investire 200 milioni di euro per i due vecchi ospedali non sia affatto condivisa dalla maggior parte di sindaci e amministrazioni del territorio. Queste le parole dei rappresentanti del Pd:
“Le parole del sindaco di Domodossola Pizzi contro la regione Piemonte “che ha passato cinque anni senza fare praticamente nulla in merito alla riorganizzazione sanitaria”, sono l’ennesima dimostrazione del fallimento delle politiche del centrodestra nel nostro territorio.
Concordiamo, come già espresso da altri sindaci del territorio, sul fatto che sia urgentissimo che la regione Piemonte accetti il fatto che serve un nuovo e unico ospedale, e che non servono a nulla tutte le passerelle del mondo se pensano di convincerci che sia adeguata la loro proposta di spendere 200 milioni di euro per i due vecchi ospedali, con tempistiche di realizzazione (citando sempre Pizzi) “grottesche, altri dieci anni, forse quindici, forse mai"; anche se sappiamo che con Pizzi è più complicato essere d'accordo sulla localizzazione (che per noi deve essere baricentrica).
Due ospedali plurisede che rimarranno con servizi diversi, poco funzionali quindi (basta vedere la situazione dei due Dea attuali), non in grado di essere attrattivi per i medici e più dispersivi e non rispondenti alla attuale carenza di personale sanitario.
Lo ricordiamo ogni volta: la regione Piemonte ha commissionato, due anni fa, uno studio sul sistema sanitario nel Vco (on line sul sito della regione) che, da una semplice lettura dei dati e dalle indicazioni scritte, conferma l’utilità della scelta dell’ospedale nuovo come miglior risposta ai problemi del nostro territorio. Ed è scritto nero su bianco a pagina 55, dove testualmente recita: “La soluzione che vede la realizzazione di un unico presidio risulta essere, per le ragioni esposte nell’analisi, la soluzione tecnica più adatta e sostenibile”.
E, invece, la giunta del presidente Cirio, del neoassessore regionale alla sanità Riboldi e del consigliere regionale Preioni continua a proporre una strada che contraddice ciò che è scritto nell’analisi tecnica dello studio e ciò che continuano ad affermare i medici del territorio e molti sindaci. Un enorme errore!
Tutto questo mentre i servizi ospedalieri sono in difficoltà, le liste d’attesa crescono, la sanità territoriale è in enorme difficoltà (senza che si sappia nulla del futuro delle Case della Salute finanziate dai soldi europei del Pnrr), e la carenza dei medici di base inizia ad essere pesante. Si cambi passo e marcia. Si ascolti il territorio!”.