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Sanità | 28 febbraio 2026, 09:10

Ospedale unico a Piedimulera, il Comitato del VCO dice no: "Scelta sbagliata e pericolosa per i cittadini"

Dura presa di posizionea difesa dei tre nosocomi: annunciati presidi, manifestazioni e richiesta di referendum nei Comuni della provincia

Ospedale unico a Piedimulera, il Comitato del VCO dice no: "Scelta sbagliata e pericolosa per i cittadini"

Si alza la protesta contro il progetto dell’Ospedale unico a Piedimulera. Il 25 febbraio 2026 si è riunito il Comitato a Difesa dei Tre Ospedali del VCO e della Sanità Pubblica, che ha espresso una netta contrarietà alla decisione assunta all’unanimità dal Consiglio Regionale di realizzare un’unica struttura a servizio dell’intera provincia del Verbano Cusio Ossola.

"La scelta di concentrare i servizi sanitari in un unico ospedale è assolutamente sbagliata e non condivisibile", afferma il Comitato, che evidenzia come la conformazione montana del territorio rappresenti un elemento determinante. "Il VCO è riconosciuto dalle normative nazionali e regionali come provincia montana: accentrare tutto in un solo presidio significa mettere a grave rischio la salute e il benessere dei cittadini".

"Un territorio montano non è una pianura"

Secondo il Comitato, il VCO presenta criticità strutturali legate alla sua estensione e alla viabilità, spesso soggetta a interruzioni per frane, alluvioni o cantieri stradali. "In territori montani come Belluno e Sondrio – sottolineano – si è scelto di mantenere più ospedali e più Dea, proprio per garantire un’assistenza diffusa ed equa. Non riconoscere questa specificità significa dimostrare distanza tra politica e cittadini".

Una distanza che, secondo il Comitato, si riflette anche nella composizione del Consiglio Regionale, "privo di rappresentanti locali e quindi poco attento alle peculiarità e ai bisogni reali del VCO".

"A rischio anziani, fragili e pazienti cronici"

La preoccupazione principale riguarda le emergenze e le categorie più vulnerabili. "L’Ospedale unico mette a rischio soprattutto chi si troverà ad affrontare situazioni di urgenza, le persone isolate, gli anziani e i malati cronici che necessitano di terapie continue", si legge nella nota.

Il Comitato contesta anche la promessa di mantenere un Punto di Primo Intervento a Verbania: "È solo fumo negli occhi. Un punto di primo intervento senza un ospedale alle spalle non salva vite".

E ancora: "Non esiste in Italia una provincia in cui l’ospedale disti 30 o 40 chilometri dal capoluogo. È una scelta insostenibile e determinata da logiche che non hanno nulla a che vedere con l’interesse dei cittadini".

Timori su costi e privatizzazione

Tra i nodi sollevati c’è anche quello economico. Secondo il Comitato, se per ristrutturare gli ospedali di Verbania e Domodossola erano stimati 200 milioni di euro, la previsione per il nuovo ospedale sarebbe circa il doppio, con l’ipotesi del project financing.

"Significa privatizzare realizzazione e gestione della struttura: provate a immaginare il bagno di sangue per le casse pubbliche e le conseguenze per i cittadini", attaccano.

Il timore è che il progetto si inserisca in un percorso di progressiva privatizzazione della sanità: "Ogni giorno assistiamo a un arretramento del servizio pubblico. Il rischio concreto è che solo chi ha risorse economiche possa curarsi".

Il Comitato cita anche un dato del Piano Sanitario Regionale: il 7% degli over 65 in Piemonte rinuncia già oggi alle cure per difficoltà legate alla distanza dai presidi sanitari. "Se questo accade ora – osservano – immaginiamo cosa potrà succedere con un solo ospedale in un territorio vasto e complesso come il nostro".

La proposta: tre ospedali e più medicina territoriale

La posizione del Comitato è chiara: mantenere e potenziare gli attuali tre ospedali del VCO, investendo parallelamente nella medicina territoriale, nella prevenzione e nella stabilizzazione di medici e infermieri di famiglia.

"Nella nostra provincia abbiamo già subito la chiusura del Dea di Omegna, la privatizzazione dell’ospedale, la riduzione delle guardie mediche nelle valli, la chiusura della centrale operativa 118 di Premosello Chiovenda e la fuga dei medici di base dai piccoli Comuni. Siamo sicuri di poter accettare altre privazioni?".

Manifestazioni e richiesta di referendum

Il Comitato annuncia ora una mobilitazione sul territorio: "Chiederemo a tutti gli amministratori del VCO di fare una scelta limpida e di sostenere la conservazione dei tre ospedali".

Nelle prossime settimane sono previsti presidi e manifestazioni davanti agli ospedali della provincia, oltre alla richiesta di referendum popolari nei principali Comuni – Verbania, Domodossola, Omegna e Cannobio – per consentire ai cittadini di esprimersi chiaramente contro l’Ospedale unico.

Infine, l’attenzione si sposta anche sull’impatto ambientale ed economico: "Realizzare un ospedale su terreni agricoli comporterebbe un impatto devastante. Inoltre 150.000 persone dovrebbero spostarsi per raggiungerlo, con un aumento dell’inquinamento incalcolabile".

E un ultimo interrogativo è rivolto al settore turistico: "Allontanare l’ospedale dalle aree a maggiore presenza turistica, da Cannobio a Stresa, potrebbe incidere sulle scelte dei tour operator e sulle presenze future".

Chi desidera seguire le attività del Comitato può iscriversi al gruppo Facebook "Comitato per la Difesa dei Tre Ospedali del VCO e della Sanità Pubblica".

comunicato stampa

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