Ci sono storie che iniziano su una strada e altre che nascono attorno a un tavolo, tra libri aperti, interrogazioni improvvisate e pomeriggi trascorsi a studiare insieme. È una di queste la vicenda raccontata dal professor Lucio Meazza, docente di religione alle scuole Floreanini di Domodossola e da anni punto di riferimento educativo per molti giovani del territorio.
Protagonista è uno studente delle superiori che all'inizio dell'anno si è trovato ad affrontare una situazione scolastica particolarmente complicata. A gennaio le insufficienze erano sei e il peso di una precedente bocciatura rendeva ancora più difficile immaginare una svolta. Recuperare sembrava un'impresa quasi impossibile, non solo per le materie da studiare, ma soprattutto per il rischio di sentirsi solo davanti alle difficoltà.
La svolta è arrivata grazie a tre compagni di scuola che hanno deciso semplicemente di esserci. Nessun progetto strutturato, nessuna iniziativa ufficiale: soltanto un gruppo di amici che ogni giorno si ritrovava per studiare insieme. Chi doveva recuperare si impegnava sui libri, mentre gli altri ascoltavano, facevano domande, simulavano interrogazioni e offrivano incoraggiamento.
Un pomeriggio dopo l'altro ha preso forma una piccola alleanza. I voti hanno iniziato lentamente a migliorare, le insufficienze a diminuire e la fiducia a crescere. Oggi si attende l'esito finale dell'anno scolastico, ma l'obiettivo più importante sembra già raggiunto: trasformare una situazione che appariva compromessa in un percorso di riscatto costruito insieme.
"La cosa più bella – racconta Meazza – è stata vedere questi ragazzi mettersi a disposizione in modo spontaneo. Hanno scelto di dedicare il loro tempo a un amico in difficoltà e, passo dopo passo, lo hanno aiutato a rialzarsi".
Da questa esperienza è nata anche una nuova avventura. Inizialmente, per il ragazzo in difficoltà, il Cammino di Santiago era stato immaginato quasi come una sorta di "punizione" nel caso di una nuova bocciatura, che avrebbero affrontato tutti assieme. Con il passare dei mesi, però, la prospettiva è cambiata. Quando la promozione è diventata una possibilità concreta, due degli amici, Thomas e Alessio, si sono guardati negli occhi e hanno deciso che quel viaggio volevano affrontarlo comunque.
Venerdì prossimo parteciperanno alla tradizionale benedizione del pellegrino e lunedì raggiungeranno con il professor Meazza Saint-Jean-Pied-de-Port, ai piedi dei Pirenei, punto di partenza del Cammino Francese verso Santiago de Compostela. Hanno 17 anni e percorreranno da soli le prime settimane di viaggio. Il resto del gruppo, composto da altri ragazzi e da una quarantina di studenti delle scuole medie, li raggiungerà a León all'inizio di luglio per proseguire insieme l'esperienza.
Una storia semplice, senza gesti eclatanti, che racconta però qualcosa di prezioso: il valore dell'amicizia quando diventa presenza concreta, la forza di chi tende una mano e la capacità dei giovani di sorprendere gli adulti quando scelgono di non lasciare indietro nessuno.














