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Attualità | 07 agosto 2026, 13:30

Lupi, l'allarme degli allevatori del Vco: "Una gestione più controllata fondamentale per la sopravvivenza delle aziende agricole" VIDEO

Le testimonianze di tre aziende ossolane raccontano gli effetti delle predazioni e le conseguenze economiche e organizzative per chi lavora in montagna. Il comitato chiede un incontro con il Prefetto

Silvia Pennati, Luca Marta, Gesine Otten e Massimo Corazza

Silvia Pennati, Luca Marta, Gesine Otten e Massimo Corazza

È stata convocata per questa mattina, venerdì 7 agosto, una conferenza stampa del Comitato Salvaguardia Allevatori Vco, che si è riunito presso l’Unione Montana di Domodossola per discutere dell’annosa questione della presenza di lupi e grandi carnivori sulle montagne del Vco. Un tema da sempre molto sentito da chi vive e lavora in montagna, e che da sempre solleva dibattiti e polemiche da parte di cittadini, associazioni, enti e istituzioni.

L’incontro, introdotto dalla presidente del comitato Gesine Otten, ha visto la testimonianza diretta di tre allevatori ossolani: Luca Marta dell’Azienda Agricola Madalu di Macugnaga, Silvia Pennati di Formazza Agricola e  Massimo Corazza dell’azienda agricola di Bugliaga Dentro di Trasquera, in rappresentanza di tutti gli allevatori e agricoltori del Vco.

“A Macugnaga ci sono state tre predazioni in poco più di 20 giorni - sottolinea Luca Marta, che proprio nei giorni scorsi ha subito la predazione di due vitelli da parte di un lupo -. Nonostante la presenza dei lupi documentata da tempo, ora questi animali hanno fato il salto di qualità: prima predavano solo gli ovini, mentre adesso vengono attaccati anche i bovini, mettendo sempre più in difficoltà le aziende agricole. Senza un intervento immediato, sarà troppo tardi: quella della gestione del lupo, insieme ad altri argomenti quali la siccità e il cambiamento climatico, sono temi di primaria importanza per la sopravvivenza delle aziende agricole. La politica deve capire se la montagna deve vivere realmente o solo diventare un grande parco lasciato a se stesso”.

“La nostra è una situazione analoga - spiega Silvia Pennati -. Abbiamo deciso di mantenere i nostri animali più giovani in stalla, perché ad aprile abbiamo avuto due attacchi da parte di un branco di lupi. Una decisione sofferta che non giova né all’azienda né al benessere degli animali, che non hanno la possibilità di sviluppare le capacità di vita al pascolo. Non vogliamo l’abbattimento di tutti i lupi, ma è fondamentale una gestione più controllata. Chiediamo di avere un dialogo costruttivo con la politica, la popolazione e con il mondo scientifico, con la speranza che siano aperti alla possibilità di venirci incontro per salvaguardare il nostro lavoro e il territorio. Siamo stati troppi anni in silenzio: ora siamo sull’orlo e ogni folla di vento rischia di farci cadere”.

Tra le aziende agricole che stanno subendo le maggiori difficoltà a causa della presenza dei lupi, quella di Massimo Corazza a Bugliaga Dentro, che alleva una razza di capre, la Sempione, in via di estinzione : “Abbiamo iniziato quando il lupo sembrava ancora non essere presente. Negli ultimi anni, invece, abbiamo dovuto costruire una stalla con recinti e reti elettrificate e mettere in atto un pascolo guidato, che comporta il dover seguire personalmente le capre per 6-7 ore al giorno per proteggerle dalle predazioni. Questo non ci consente più di lavorare come prima e stiamo andando incontro a enormi difficoltà: abbiamo dovuto chiudere l’agriturismo e rischiamo di chiudere l’azienda”.

La presidente del comitato Gesine Otten ha poi concluso lanciando un appello alle istituzioni: “Chiediamo formalmente un incontro con il Prefetto del Vco. Ci era già stato promesso un anno fa ma non siamo mai stati ascoltati”.

Letizia Bonardi

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