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Attualità | 08 agosto 2026, 16:21

Lupo e grandi predatori, Noi Moderati al fianco degli allevatori del Vco

La segreteria provinciale chiede più tutela, risarcimenti rapidi e sostegni concreti per le aziende agricole: “Difendere chi lavora in montagna significa difendere il Piemonte”

Lupo e grandi predatori, Noi Moderati al fianco degli allevatori del Vco

Anche la segreteria provinciale del Vco di Noi Moderati si schiera dalla parte degli allevatori che ieri, 7 agosto, hanno fatto sentire la propria voce tramite una conferenza stampa indetta per chiedere l’intervento delle istituzioni nella gestione e contenimento del lupo e dei grandi predatori, che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole del territorio. Di seguito le parole di Noi Moderati.

“Difendere gli agricoltori e gli allevatori significa difendere il Piemonte, le nostre montagne, le nostre campagne e l’economia reale dei nostri territori. Per troppo tempo chi lavora la terra e alleva animali è stato lasciato solo davanti all’aumento dei costi, alla burocrazia, alle difficoltà del mercato, ai danni provocati dalla fauna selvatica e ai crescenti vincoli che rischiano di rendere economicamente insostenibile il lavoro agricolo. Non possiamo chiedere agli agricoltori di essere custodi del territorio e contemporaneamente lasciarli soli a pagare il prezzo di questa funzione.

La regione Piemonte ha già messo in campo misure concrete: nel 2026 sono stati stanziati 1,85 milioni di euro per sostenere l’accesso al credito delle imprese agricole, mentre sono previsti 14,4 milioni di euro per le aziende agricole delle aree montane. Sono inoltre disponibili interventi per favorire il ricambio generazionale e sostenere i giovani che scelgono di investire nell’agricoltura. Sono segnali importanti, ma non basta. Serve una politica che metta finalmente agricoltori e allevatori nelle condizioni di lavorare, produrre e vivere del proprio lavoro.

Sul tema della fauna selvatica e dei grandi carnivori dobbiamo essere altrettanto chiari: la tutela dell’ambiente non può trasformarsi nella negazione dei diritti di chi vive e lavora in montagna. La regione ha già previsto interventi per favorire la coesistenza tra allevamento e fauna selvatica e sistemi di prevenzione dei danni, compresi recinti, cani da guardiania e altri strumenti di protezione senza escludere eventualmente un progetto di contenimento.

Ma il principio deve essere semplice: un allevatore non può essere costretto a spendere di tasca propria per poter continuare a svolgere il proprio mestiere in sicurezza. Chi produce cibo, mantiene aperti i pascoli, cura i boschi e impedisce lo spopolamento delle nostre montagne svolge una funzione che interessa tutta la collettività.

Per questo chiediamo: più tutela per gli allevatori e per i loro animali; risarcimenti rapidi e adeguati per i danni subiti; sostegni concreti per la prevenzione senza scaricare i costi sulle aziende; meno burocrazia e più risorse direttamente alle imprese; politiche specifiche per le aziende agricole e zootecniche di montagna; un rafforzamento delle misure per i giovani che scelgono di investire nell’agricoltura.

Non vogliamo agricoltori trasformati in burocrati, né allevatori costretti a fare i conti ogni giorno con costi e rischi sempre maggiori. Vogliamo che possano fare il loro lavoro. Perché quando chiude un'azienda agricola non perdiamo soltanto un'impresa: perdiamo lavoro, produzione, presidio del territorio e futuro. Stare dalla parte degli agricoltori significa stare dalla parte del Piemonte. E noi da quella parte ci siamo”.

l.b.

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