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Politica | 07 giugno 2022, 17:20

“Stabilizzazione precari ennesimo step che ci permetterà di cambiare marcia nell’assistenza sanitaria”

Alessandro Stecco (Lega): “Questo accordo con i sindacati, oltre al riconoscimento del valore del personale che ha operato durante la pandemia, permette una accelerazione per lo smaltimento delle liste d’attesa"

“Stabilizzazione precari ennesimo step che ci permetterà di cambiare marcia nell’assistenza sanitaria”

“Il Piemonte stabilizzerà 656 precari entro l’anno in corso e in totale saranno 1.137 entro il 2023, ennesimo step di un percorso che ha visto molte interlocuzioni anche nella Commissione Sanità e che ci permetterà di cambiare marcia nell’assistenza sanitaria accelerando sulle liste d’attesa”. Con queste parole il medico e professore universitario della Lega Salvini Piemonte Alessandro Stecco ha commentato l’accordo tra la Regione Piemonte e le sigle sindacali della Sanità.

“I precari del comparto sanitario che ne avevano i requisiti e che ci hanno sostenuto nell’emergenza Covid - ha rimarcato Stecco - verranno doverosamente stabilizzati. Ci ostacolava in questo percorso la disponibilità di risorse che, di concerto con l’Assessorato, la Regione ha portato all’attenzione del Governo. Per altri 500 che non hanno i requisiti saranno prolungati i contratti fino a fine anno, grazie a un fondo di quasi 8 milioni di euro di risorse straordinarie messe a disposizione dalla Regione, in attesa di ulteriori sviluppi dal Governo. Nello stesso accordo si è anche ratificata la copertura della retribuzione accessoria del personale relativa all'anno 2021”.

"La presidenza della Regione con l'assessore alla Sanità - ha concluso Stecco - con questo accordo con i sindacati, oltre al riconoscimento del valore del personale sanitario che ha operato durante la pandemia, permette una accelerazione per lo smaltimento delle liste d’attesa, guardando al potenziamento della medicina territoriale e ponendo nuove garanzie per la salute dei piemontesi, anche in vista di possibili recrudescenze autunnali del virus. Questo deve essere considerato come un punto di partenza, non di arrivo, ma è una vera boccata di ossigeno che testimonia la forte volontà della Regione di collaborare con i rappresentanti dei lavoratori della Sanità, uscendo dalle dinamiche dei tagli visti negli anni precedenti, con una impostazione di crescita e espansione dei dipendenti del Sistema Sanitario Regionale, rimanendo nei limiti dei vincoli di bilancio e di legge”.


C.S.

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