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Cronaca | 01 luglio 2022, 17:02

Rimane in carcere a Firenze l'assicuratore domese arrestato giovedì

Nel pomeriggio a Sollicciano l'interrogatorio di garanzia. Il legale: "Voleva costituirsi, se avesse voluto fuggire non lo avrebbe fatto presumibilmente con la sua auto e in Italia"

Rimane in carcere a Firenze l'assicuratore domese arrestato giovedì

Si è svolto nel primo pomeriggio nel carcere fiorentino di Sollicciano l'interrogatorio di garanzia di F.R., il 56enne domese arrestato dai Carabinieri giovedì sera a Poggibonsi.

“Il mio cliente non era scappato, si era allontanato dopo la perquisizione della scorsa settimana dove non gli era stato notificato nulla. Era molto provato e aveva voluto staccare la 'spina', se avesse voluto scappare non lo avrebbe presumibilmente fatto in Italia e con la sua auto” spiega Marco Daverio, legale del domese accusato di detenzione di materiale pedopornografico.

F.R. è stato arrestato dai militari del capitano Emanuele Fazzi della compagnia di Poggibonsi. Al telefono il capitano dell'Arma del senese conferma, ma non può rilasciare dichiarazioni in merito a come si è svolto l'arresto e a come si è arrivati ad individuare il domese.

“Voleva costituirsi dopo che aveva scoperto dai giornali di essere ricercato, lo avevo sentito al telefono e mi stavo organizzando per raggiungerlo e accompagnarlo a costituirsi. Si trovava in Toscana dove spesso andava per le vacanze” spiega il legale domese che non ha potuto partecipare all'interrogatorio perchè gli è stato notificato solo nella tarda mattinata di oggi.Al suo posto un collega 

Il 56enne rimane quindi in carcere, mentre la compagna e la figlia di quest'ultima non sono coinvolte nella vicenda.

“Ora ne chiederò l'avvicinamento in un carcere più vicino ai famigliari, anche se non tutte le prigioni hanno dei reparti dedicati a questi reati, il più vicino dovrebbe essere Pavia” spiega Daverio.

Il legale non ha ancora preso visione di tutti gli incartamenti, al momento sembra che F.R. sia accusato di detenzione di materiale pedopornografico. Materiale pare girato nelle Filippine e finito in una rete di pedopornografia al cui vertice dovrebbe esserci un cittadino norvegese. Proprio da qui sarebbero partite le indagini della Procura di Roma, poi trasferite per competenza alla Procura di Torino.

Redazione

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