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Viabilità e trasporti | 01 ottobre 2022, 19:00

Disservizi ai treni dei frontalieri, Borghi scrive all'ambasciatrice svizzera

"Segnalo la vicenda affinchè sia possibile intervenire nella direzione di una adeguata corresponsione del servizio ferroviario tra i nostri rispettivi Paesi"

Disservizi ai treni dei frontalieri, Borghi scrive all'ambasciatrice svizzera

La vicenda del disservizio ferroviario che ha colpito i frontalieri ossolani venerdi, e che ha portato alla clamorosa protesta alla stazione ferroviaria di Domodossola, ha indotto l’onorevole Enrico Borghi, neo senatore del Partito Democratico, a scrivere una lettera all’ambasciatrice della Confederazione Elvetica in Italia, Monika Shmutz Kirgoetz.


Di seguito il testo della lettera:

“Egregia Signora Ambasciatrice, Mi permetto di rivolgermi a lei per sottoporLe una questione di estrema importanza per la relazione tra i nostri Paesi e per la tenuta delle positive connessioni socio-economiche tra le nostre aree di frontiera. Come probabilmente saprà, nella giornata di venerdì 30 settembre presso la stazione ferroviaria di Domodossola si è verificato una protesta nei confronti della società BLS che gestisce la tratta ferroviaria Domodossola-Briga. Essa è stata innescata dalla decisione della BLS, che come ben sa è una società di diritto elvetico, di cancellare un treno per i frontalieri ossolani che si recano ogni giorno in Vallese per lavorare, e di sostituirlo con un treno successivo giunto un’ora più tardi con meno vagoni del previsto, circostanza che ha impedito a molti lavoratori di salire a bordo e quindi di raggiungere il proprio posto di lavoro. A seguito di ciò, i frontalieri sono scesi dai vagoni bloccando i binari, e hanno impedito la partenza dei treni con una situazione di tensione sociale evidente. Si tratta una situazione che non è purtroppo nuova. Dei 1.500 frontalieri che ogni giorno varcano il confine, circa 1.100 utilizzano i convogli ferroviari, e si sono trovati nella circostanza ad avere un convoglio che era adatto ad accogliere circa 400 persone. Una circostanza evidentemente insostenibile, che si somma già a situazioni di congestionamento e di difficoltà che già nel periodo più difficile del Covid si erano manifestate, e sulle quali avevo personalmente avuto modo di intervenire. Sono con la presente pertanto a segnalarLe la vicenda, affinchè sia possibile intervenire nella direzione di una adeguata corresponsione del servizio ferroviario tra i nostri rispettivi Paesi, nel solco di una consolidata tradizione di amicizia e di reciproco e comune lavoro nell’interesse delle nostre comunità a cavallo della frontiera".

Con i sensi della migliore stima, On. Enrico Borghi

C.S.

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