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Politica | 02 dicembre 2023, 18:40

La base Pd a Fornaro: “Vogliamo un partito più sul pezzo”

Incontro a palazzo Flaim con l'onorevole dem per esaminare la nuova tassa sui frontalieri e discutere dei cambiamenti proposti nella politica finanziaria del governo attuale

La base Pd a Fornaro: “Vogliamo un partito più sul pezzo”

L’onorevole Federico Fornaro ha incontrato la base Pd, stamattina a palazzo Flaim per parlare di “Manovra: tagli a sanità e pensioni, la nuova tassa sui frontalieri. La Legge finanziaria del governo Meloni e il suo effetto sul Vco”.

Ha parlato soprattutto di finanziaria, accennando ai rischi dell’elezione diretta del premier, alla legge Fornero “alla quale questo governo ha regalato lunga vita”, dei tagli alla sanità.  Amministratori ed ex amministratori locali, ex dirigenti Ds presenti, dopo averlo ascoltato, hanno manifestato malessere per lo scarso protagonismo del partito in questa fase.

“Dov’eravamo – s’è lamentato Gualtiero Costanza, già consigliere comunale di pci, pds, ds a Cannobio – quando la Lega ha parlato di tassa piatta?”. “Va bene la difesa della Costituzione – ha sottolineato Graziano Zaretti, già segretario Cgil e Ds – ma, con l’articolo 5 anche noi abbiamo sbagliato. Il Pd dovrebbe scegliere meglio chi mandare in Tv, tralascio il tema della Sanità sul quale avrei molto da dire”.

Michela De Nicola, consigliere comunale a Verbania e infermiera all’ospedale Castelli –ha sottolineato il disagio di chi lavora nella sanità.  Anna Bozzuto, assessore al Bilancio a Verbania, ha manifestato il disagio di chi “come me è alle prese con la redazione di un bilancio e teme che, i continui tagli agli enti locali, finiscano per rendere impossibili assunzioni di nuovo personale, che si sono riaperte col Pnrr”.


Il confronto è stato tanto serrato che, ad esempio, a Costanza. Fornaro ha obiettato: “Avente votato per me!”. “I tagli che hanno escluso i Comuni del Pnrr – ha detto Fornaro – dipendono dal fatto che FdI, a parte qualche ricollocazione, non ha una classe di amministratori locali come, ad esempio, la Lega. Sulla sanità, l’utente se la prende con la sanità pubblica perché non funziona non perché preferisce quella privata. Le difficoltà di comunicazione dipendono in parte dall’occupazione militare della Rai, in parte dalla nostra difficoltà a comunicare via social. Una difficoltà in parte strutturale perché veniamo da una diversa cultura. E’ facile urlare sui social che gli immigrati ci rubano il lavoro, poi quando arrivano al Governo i problemi non li risolvono.”.


Sullo scarso appeal elettorale del Pd: “Solo in Piemonte, alle politiche 2022, ci sono stati 1.100.000 elettori che non hanno votato. Mettiamo che quelli che hanno smesso di votare a centrosinistra siano 600.000. FdI s’è affermato, io dico purtroppo, come primo partito con 570.000 voti. Senza le coalizioni le elezioni non si vincono. Loro si odiano ma, da 20 anni, ad ogni elezione, si uniscono. A centrosinistra non siamo noi che eccediamo in patriottismo di partito. Dobbiamo continuare ad insistere sullo spirito di coalizione e portare avanti i nostri punti di vista. Consapevoli, però, che la strada che abbiamo davanti sia ancora lunga”.

Redazione

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