Un’occasione eccezionale voluta e organizzata da Fondazione Canova, in cui in un confronto di tre giorni le menti più creative del panorama internazionale dell’architettura si cimenteranno nella riorganizzazione degli spazi del Collegio Rosmini che, costruito nel 1837, ha visto passare i giovani delfini della nobiltà e della borghesia italiana a Domodossola, centro di scambi culturali e commerciali tra Milano e il nord Europa.
Da venerdì 21 a lunedì 24 giugno, 23 architetti provenienti da 13 Paesi del mondo vivranno a Domodossola. Lavoreranno nelle aule di fisica ed astronomia, nel chiostro del Collegio, nell’antica biblioteca, studieranno la Via Crucis che unisce il complesso del Collegio Rosmini al Sacro Monte Calvario, patrimonio mondiale dell’Unesco.
Domenica 23 giugno alle 17.00 all’auditorium della scuola Gisella Floreanini si svolgerà la conferenza aperta al pubblico. Keynote speaker sarà Dagur Eggertsson, co-fondatore di Rintala Eggertsson Architects, studio d’architettura norvegese, le cui attività spaziano dall’arte pubblica, all’architettura, all’urbanistica. Lo studio Rintala Eggertsson Architects ha sviluppato progetti in tutto il mondo con lavori esposti alla Biennale di Venezia, al museo Maxxi di Roma e al Victoria & Albert Museum di Londra.
Spiega Ken Marquardt, vicepresidente della Fondazione Canova: “È intorno e dentro al collegio che si svilupperanno i progetti e le idee degli architetti. In questa edizione speciale abbiamo chiesto ai professionisti che sono stati all’incontro negli scorsi anni di tornare a trovarci e di lavorare per la città: hanno accettato esprimendo suggestioni sulla riorganizzazione degli spazi e dell’accesso al Sacro Monte”.
Durante l’incontro di tre giorni, gli architetti avranno la possibilità di visitare il villaggio laboratorio di Ghesc nel Comune di Montecrestese, un nucleo di antiche case realizzate con tecnica tradizionale in pietra alle porte della città di Domodossola, che la Fondazione Canova ha strappato alla natura, restaurando le dimore e ospitando workshop d’architettura in collaborazione con le principali Università italiane ed europee.
“Sono tutti luoghi incredibili in cui sarà fantastico immergersi con persone provenienti da culture diverse e di diversa formazione. Progettare è cogliere le esigenze dell’altro, osservando, ponendosi in ascolto. Questo fa da anni Canova salvando dall’oblio una cultura millenaria in perfetto bilanciamento tra uomo, natura e abitare. Questo faremo all’Incontro internazionale”, commenta Andrea Mantello, architetto, designer e membro del Cda della Fondazione Canova.
Il presidente della Fondazione, Maurizio Cesprini: “Intendo ringraziare chi ci sostiene: il main-partner PediaCoop, le Fondazioni CRT, Cariplo e Comunitaria del Vco. L’Incontro internazionale degli Architetti 2024 à una grande opportunità di confronto per addetti ai lavori, appassionati e per chi ama la città”.