La sentenza del Tar sul sentiero Grande Est dà ragione alle Aree protette dell’Ossola e al comune di Baceno. Un pronunciamento che soddisfa Ente Parco delle Aree Protette dell'Ossola e lo stesso comune antigoriano, ma anche le comunità del parco che hanno visto gli stessi consorzi di Devero prendere le distanze dell’esposto degli ambientalisti, ora risultati sconfitti al Tribunale Amministrativo Regionale.
La soddisfazione è stata espressa in una conferenza stampa dagli enti locali che adesso si riservano di valutare il danno economico causato dalla vicenda.
La cronaca dice che un anno fa il Comitato Tutela Devero, Mountain Wilderness e Pro Natura avevano fatto ricorso contro i lavori di sistemazione del percorso “Grande Est”, che dall'alpe Sangiatto porta all’alpe Forno. Ricorso al quale si erano opposti Comune di Baceno e Ente Parco. Il Tar ha respinto tutte le accuse mossa dagli ambientalisti.
‘’Ringraziamo tutto coloro che hanno lavorato per produrre la documentazione che ci ha permesso di ottenere questo risultato al Tar che ci soddisfa naturalmente – ha detto Vittoria Riboni, presidente del Parco - . Questo ci permette di dire che tutte le doglianze degli ambientalisti sono state respinte. L’altro aspetto sono i due principali passaggi politici. Uno è l’adozione del regolamento del parco che sancisce come unico percorso usufruibile dalle bici è il Grande Est. L’altro passaggio è stata l’adesione al bando del Gal per accedere alle risorse. Entrambi sono stati condivisi da tutti: dalla comunità del parco, dalla comunità dei sindaci, dalla consulta delle promozione al territorio e anche dalle associazioni ambientaliste che poi hanno fatto ricorso. Questo ci ha dato dispiacere ed ha comportato questo lavoro oneroso che poteva essere evitato’’.
Rammaricato il sindaco di Baceno, Andrea Vicini: ‘’La cosa più spiacevole è stata dipingere l’ente pubblico come uno speculatore ambientale. Purtroppo ci siamo trovati il ricorso senza che mai gli ambientalisti abbiamo cercato un confronto. Se veramente si ha a cuore l’ambiente non ci si muove così. Quando le alluvioni hanno creato danni in quella zona siamo intervenuti per metterla in sicurezza, lavorando sodo, ma nessuno di questi ambientalisti è venuto a darci una mano. Ora il Tar ha legittimato i lavori fatti in quei luoghi che non sono un’area wilderness come vanno dicendo: un vero inganno che ha visto alcuni usare toni surreali. Chi viene in montagna saltuariamente si arroga il diritto di circi come dobbiamo vivere: siamo i primi ad amare questi luoghi in cui noi viviamo 365 giorni l‘anno’’.
Vicini fa notare che ''nel consiglio del Parco c’è anche un rappresentante degli ambientalisti: che non è mai intervenuto per far presente questi problemi che poi hanno denunciato nel ricorso. Contro il quale il Comune di Baceno si è opposto, spendendo 19.260 euro che potevamo utilizzare in modo diverso’’.
Ora i lavori per ultimare l’intervento sulla Grande Est dovranno ricominciare perché occorrerà terminarli entro fine anno. ‘’Il riavvio dei lavori non avverrà prima di agosto – spiega Daniele Piazza, direttore del Parco - . Proseguiranno a settembre e ottobre, mesi in cui l’impatto ambientale è certo minore. Ovvio che questi ritardi hanno causato danni e costi aggiuntivi di cui il parco dovrà farsi carico’’.