Il gruppo di minoranza di Bannio Anzino, composto dal capogruppo Roberta Ricco e dai consiglieri Roberto Adici e Matteo Minetti, non è stato presente presente in aula consigliare in occasione della seduta del giorno 25 febbraio. Tramite una lunga nota, il gruppo ha spiegato le motivazioni che hanno portato a questa scelta: di seguito il testo del comunicato firmato dai consiglieri di minoranza.
“Questa decisione non è stata presa a cuor leggero, poiché crediamo che la presenza in consiglio sia un dovere dei consiglieri nei confronti di tutti i cittadini e degli elettori, anche nei confronti di coloro che non hanno conferito alla minoranza il loro voto.
Nei primi mesi della nuova amministrazione abbiamo portato attivamente il nostro contributo, poiché abbiamo preso seriamente il mandato degli elettori; abbiamo votato a favore dei provvedimenti che credevamo opportuni, ma abbiamo puntualmente interrogato e sollecitato la maggioranza in quelle occasioni in cui si sono presentate problematiche dai cittadini o riscontrate da noi stessi in prima battuta. Ricordiamo ad esempio:
- l’interrogazione sul rifacimento di parcheggi blu in località Pontegrande in assenza di indicazioni di sosta a pagamento;
- l’interrogazione sulla presunta messa in sicurezza di uno stabile pericolante in località Case Prucci a Pontegrande che chiedeva conto delle effettive condizioni di sicurezza ma anche delle modalità adottate complessivamente per il provvedimento e il coinvolgimento dei proprietari;
- l’interrogazione su presenza di mezzi in stato di semi-abbandono nei parcheggi di Pontegrande alla quale il sindaco rispondeva erroneamente asserendo l’assenza di mezzi che erano stati segnalati e fotografati dalla cittadinanza;
- la questione sollevata in merito ai recenti interventi in località Pioda di Pontegrande per la quale un nutrito gruppo di proprietari e residenti ha consegnato due petizioni in merito a molte problematiche e ha richiesto un interessamento del gruppo di minoranza. Una questione che è stata riportata ampiamente anche da organi di informazione locali.
In generale, tuttavia, abbiamo ottenuto risposte non soddisfacenti e in parte elusive delle problematiche. Il sindaco ha risposto in passato che il comune avrebbe provveduto al rifacimento dei parcheggi a Pontegrande (cosa non ancora avvenuta dopo mesi); ha affermato che la proprietà del fabbricato di Case Prucci non sia nota chiedendone conto alla minoranza quando, fino a pochi anni, fa sullo stabile veniva regolarmente pagata l’imposta per gli immobili (e quindi la proprietà è a nostro parere rintracciabile).
Proprio in merito però all’ultimo problema citato avevamo chiesto, in una lunga e dettagliata relazione da noi consegnata al comune, che la questione venisse portata in consiglio per discutere delle problematiche in località Pioda, poiché i cittadini meritano una risposta alle numerose problematiche segnalate.
Il problema ci pare essere il fatto che al sindaco Bonfadini entrare nel merito dei problemi in consiglio comunale non piaccia, in quanto le discussioni sono ridotte all’osso. Emblematico il caso del voto sulla volontà da parte della maggioranza di acquisire gratuitamente dai proprietari le porzioni di terreno su cui insiste la pista che da località Pioda di Pontegrande porta al depuratore. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale del 17 dicembre la minoranza segnalava che da un lato il provvedimento avrebbe dovuto essere preso per altre sedi stradali più frequentate e di più urgente acquisizione definitiva da parte del comune (strada di Baulina di Anzino e circonvallazione di Bannio). Ma soprattutto che dal punto di vista procedurale tale acquisizione (che per legge richiede il consenso scritto dei proprietari dei terreni) non era attuabile in quanto moltissimi proprietari risultano deceduti anche da decenni e in moltissimi casi non sono state fatte le successioni. In quella sede, in modo arrogante e con molta sicumera, il sindaco portava al voto la questione. Il provvedimento veniva votato da tutta la maggioranza senza battere ciglio: nei giorni immediatamente successivi il segretario comunale provvedeva a contattare telefonicamente i membri della minoranza per ammettere che il provvedimento era impraticabile proprio per i motivi burocratici che avevamo segnalato.
Proprio questo atteggiamento si ripete per ogni questione su cui la minoranza voglia sollevare una questione di merito e una discussione. Nel caso degli interventi in località Pioda il grosso problema è che i cittadini che hanno presentato le loro rimostranze mettendoci la faccia vorrebbero che anche l’amministrazione rispondesse prendendosi le sue responsabilità e interessandosi ai problemi che essi sollevano. Invece alla richiesta di inserire la questione in consiglio comunale il sindaco non ha minimamente prestato attenzione, ignorando una legittima richiesta della minoranza.
Crediamo che il consiglio comunale sia fatto per discutere, nel più grande rispetto delle persone e delle idee di ognuno, ma in modo franco e sincero delle problematiche che il comune affronta. Da parte della minoranza è offerta collaborazione su provvedimenti che essa ritiene opportuni, ma non si può pretendere che il gruppo non sollevi mai una voce discordante quando si tratta di questioni che a parere dei suoi membri non vengono gestite adeguatamente da parte della maggioranza. In consiglio a volte risulta anche difficile discutere per la fretta che sulle questioni il sindaco pone nel portare il più in fretta possibile a votazione i vari punti. Ci sembra che quindi la discussione non sia tollerata e nemmeno gradita. Per questo motivo, con la nostra assenza al consiglio del 25 febbraio vogliamo sottolineare che accanto al voto sul canile locale si potrebbero anche inserire questioni più urgenti per i cittadini, in quanto ad esempio i problemi di località Pioda di certo non riguardano animali randagi, ma interventi e opere eseguite dal comune. Non siamo lì a fare presenza, ma a difendere le istanze dei cittadini, che troppe volte il sindaco liquida ignorandole completamente. Suggeriamo al sindaco di imparare a confrontarsi sulle idee e sul contenuto anziché pregiudizialmente come egli è abituato a fare, poiché in regime di democrazia serve imparare a confrontarsi in modo civile e sereno sulle idee, non sulle legittime simpatie o antipatie personali per consiglieri e cittadini. E soprattutto sollecitiamo la maggioranza a ragionare sui provvedimenti assunti dal sindaco e su quanto esso propone, in quanto in passato si è notato come votare “a priori” abbia portato a dover annullare un provvedimento (cosa ampiamente prevista dalla minoranza in ben due consigli comunali). Sperando che questa azione serva a mettere in luce ancora una volta a tutta la cittadinanza i metodi di conduzione dell’istituzione comunale da parte di Bonfadini, vi ringraziamo della diffusione e porgiamo i nostri più cordiali saluti”.













