Una Verbania a Sinistra scende in campo a difesa dell’ospedale Castelli e, più in generale, della sanità locale, schierandosi apertamente dalla parte dei cittadini. Nel mirino del movimento c’è il sindaco di Verbania, Giandomenico Albertella, accusato di aver cambiato più volte posizione sul tema dell’ospedale unico nel corso degli anni.
Secondo quanto ricostruisce il coordinamento, Albertella sarebbe stato favorevole all’ospedale unico già nel 2015, contrario nella primavera del 2019 alla vigilia delle elezioni comunali, di nuovo favorevole nell’autunno dello stesso anno, nuovamente contrario prima delle elezioni del 2024, quindi favorevole nel 2025 con l’ipotesi Fondotoce, fino ad arrivare al 2026 con il sostegno all’ospedale unico a Piedimulera.
"Durante le campagne elettorali del 2019 e del 2024 – sottolinea il movimento – il sindaco si è sempre dichiarato a difesa del Castelli e contrario all’ospedale unico. Una volta passate le elezioni, però, quella posizione è stata sistematicamente abbandonata". Un atteggiamento che, secondo Una Verbania a Sinistra, dimostrerebbe come il tema venga affrontato con una “maschera” diversa a seconda del momento politico.
La scelta di esprimersi a favore dell’ospedale unico viene letta come un tradimento della volontà degli elettori e dei circa 3.000 cittadini che avevano firmato l’appello per la difesa del Castelli, una posizione che – ricorda il movimento – aveva contribuito in modo decisivo alla vittoria alle comunali del 2024.
Da qui una richiesta forte, definita dagli stessi estensori come “realista e impossibile”: "Se dimostrasse un minimo di coerenza – affermano – il sindaco dovrebbe dimettersi da presidente della Provincia, come atto di protesta contro la scelta della Regione e per difendere gli interessi di tutti i cittadini di Verbania, compresi quelli che lo hanno eletto proprio perché convinti che fosse un difensore dell’ospedale cittadino".
Infine l’appello agli amministratori del territorio: Una Verbania a Sinistra rinnova la necessità di unire le forze nell’unica battaglia possibile per un’area a specificità montana, quella che tenga insieme il mantenimento dei presìdi ospedalieri esistenti e investimenti concreti sulle persone, e non soltanto sulle opere.













