Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di giovedì 22 gennaio il decreto che recepisce l’abbassamento dello stato di protezione del lupo a livello nazionale. Si è così concluso l'iter avviato l'anno scorso a livello europeo con il decreto della modifica della direttiva Habitat a Roma. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale si traduce nell'effettivo declassamento del lupo da specie "rigorosamente protetta" a "protetta". Ecco cosa cambia
Le Regioni potranno definire piani di prelievo, a fronte di specifiche necessità gestionali di pochi capi che dovranno essere valutati da Ispra. Nel documento tecnico di Ispra e nel decreto del Ministero dell’Ambiente sono state definite le quote massime di prelievi consentiti per Regione.
Già oggi Trentino e Alto Adige hanno autonomia gestionale e si sono già portate avanti con le norme in attesa del declassamento, mentre per le Regioni a statuto ordinario si va verso una maggiore responsabilità perché non si passa più dal ministero per l'autorizzazione.
La quota massima di abbattimenti in tutta Italia è stata prevista in 160. Il ministero, con il supporto tecnico e scientifico di Ispra, ha diramato le nuove quote di prelievo, in base all'ultimo censimento nazionale. In sostanza si prevede l’abbattimento del 3 – 5 per cento dei lupi che popolano le zone montane italiane. Per il Piemonte previsto un massimo di 16 lupi ‘’prelevabili’’.
Da tempo anche nel Vco si sono levate le richieste degli allevatori, diversi dei quali hanno subito attacchi al loro bestiame.














