C’è una scena che si ripete ogni giorno: si apre un sito, compare il pop-up con il 10% di sconto, si inserisce l’indirizzo email e si conclude l’acquisto. Tutto molto veloce e conveniente. Poi, però, iniziano ad arrivare le newsletter. Spesso sono tante e quel piccolo risparmio iniziale si trasforma in una presenza costante quasi invadente nella casella mail e/o nello smartphone.
Le aziende spingono sulle newsletter perché funzionano. Il problema nasce quando la frequenza cresce, superando la soglia di attenzione. Così ci ritroviamo con tante offerte quotidiane, promemoria e campagne stagionali da leggere, di cui probabilmente non usufruiremo.
Una strategia semplice ma efficace
Secondo il rapporto più recente della Polizia Postale e delle Comunicazioni, nel 2025 si è registrato un aumento significativo delle segnalazioni legate a spam e phishing via email, spesso collegate proprio a iscrizioni a servizi online. Il Clusit, nel suo aggiornamento 2026, evidenzia come la gestione superficiale dei propri dati digitali - inclusi gli indirizzi email - sia tra le principali cause di esposizione a rischi informatici.
Fortunatamente, si può evitare di legare il proprio indirizzo principale a decine di iscrizioni. Infatti, esiste una strategia efficace e molto semplice da attuare: attivare una email temporanea e usare quella. Questo è un passaggio in più, è vero, ma consente di ottenere lo sconto senza esporsi a un flusso continuo di comunicazioni. Rappresenta dunque una scelta pratica, molto semplice da attuare, soprattutto in caso di acquisti occasionali.
Anche il nostro territorio osserva il fenomeno
Ricevere una newsletter non è, di per sé, un problema. Può essere uno strumento utile, persino interessante. Ma quando le iscrizioni si moltiplicano, il rischio è quello di perdere il controllo della propria attenzione e, in alcuni casi, anche dei propri dati. Negli ultimi anni, la crescita del commercio online ha portato con sé un aumento esponenziale delle comunicazioni promozionali, spesso difficili da gestire per l’utente medio. E questa non è una dinamica lontana da noi. Difatti, anche a livello locale si inizia a parlarne con maggiore frequenza: i vantaggi dello shopping online portano sempre più persone a scegliere gli e-commerce e, di conseguenza, a iscriversi ai siti con l’intento di risparmiare.
Smettere di comprare in rete non è necessario. Come abbiamo visto, si può creare un indirizzo dedicato agli acquisti per ottenere gli sconti. Inoltre, è consigliabile disiscriversi con regolarità e lasciare i propri dati solo quando è davvero utile farlo e non solo “per comodità”. Queste non sono rivoluzioni: sono accorgimenti concreti che funzionano. Il punto, quindi, non è rinunciare agli sconti, ma solo imparare a usarli senza pagarne le conseguenze nel lungo periodo. Con un po’ di attenzione, si avranno meno notifiche, meno distrazioni e, soprattutto, si avrà più controllo sui propri dati sensibili.
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