Scontro politico acceso a Premosello Chiovenda sul rendiconto 2025, sulla gestione della Riss e sulla situazione finanziaria del Comune.
A intervenire duramente durante l'ultimo consiglio comunale dei giorni scorsi è stato il consigliere di minoranza Andrea Monti, che ha contestato sia l’operato dell’attuale amministrazione ''sia la ricostruzione dei disavanzi attribuiti alla precedente giunta guidata da Giuseppe Monti''.
Secondo l'opposizione, il rendiconto approvato dalla maggioranza "certifica una forte difficoltà dell’ente nel trasformare le risorse disponibili in opere e servizi concreti per il territorio. Non possiamo avallare un’amministrazione che lascia i soldi in cassa mentre il territorio aspetta risposte. Governare non significa arrivare a fine anno con i soldi intatti", ha dichiarato Andrea Monti.
Nel mirino c’è soprattutto l’avanzo di amministrazione superiore a 2,5 milioni di euro, che secondo il consigliere rappresenterebbe non un segnale positivo, ma il simbolo di una struttura amministrativa ferma.
"Un avanzo così elevato non è sinonimo di virtuosità, ma incapacità di spesa e immobilismo contabilizzato", sostiene l’opposizione, che parla anche di ritardi nei lavori finanziati attraverso il Pnrr.
Ampio spazio, nelle osservazioni presentate dal consigliere, è stato dedicato alla situazione economica della Riss, la struttura socioassistenziale comunale. Andrea Monti ha ricordato come nel 2019, prima della pandemia Covid, la struttura avesse chiuso il bilancio con un utile superiore ai 215 mila euro, mentre nel 2020 l’emergenza sanitaria aveva provocato un pesante disavanzo di quasi 900 mila euro.
Secondo la minoranza, però, “la crisi successiva sarebbe stata affrontata grazie ai contributi straordinari statali destinati alle case di riposo durante il periodo Covid e già nel 2023 la struttura sarebbe tornata in utile, con un avanzo di circa 273 mila euro, mentre nel 2024 la Riss ha generato circa euro 220.000 di avanzo, per un totale in due anni di oltre 500.000 euro pari quasi al 50% del debito totale dichiarato dall'amministrazione Fovanna alla corte dei conti” sottolinea Andrea Monti.
Da qui la critica politica alla scelta dell’attuale amministrazione di affidare la Riss a un soggetto privato.
"Questa amministrazione ha deciso di cedere la Riss a un privato, rinunciando alla Casa della Salute già pronta e autorizzata dall’Asl Vco nel settembre 2020", sostiene Andrea Monti.
Uno dei punti più contestati riguarda però la composizione del disavanzo certificato dalla Corte dei Conti, pari a oltre 1,3 milioni di euro. Negli appunti diffusi dal consigliere viene evidenziato come diverse voci inserite nel conteggio sarebbero in realtà riconducibili all’attuale amministrazione e non alla precedente giunta Monti.
Tra queste vengono citati il fondo rinnovo contrattuale dei dipendenti, alcuni accantonamenti sui debiti commerciali e soprattutto una parte dei debiti Iva relativi anche agli anni 2021 e 2022, quindi successivi alla fine del mandato della precedente amministrazione.
Secondo Monti, anche il fondo contenzioso inserito nel disavanzo sarebbe stato utilizzato solo in minima parte e diverse poste economiche sarebbero state contabilizzate impropriamente come debiti ereditati dalla giunta precedente.
Per la minoranza, dunque, il disavanzo reale attribuibile alla gestione Monti sarebbe notevolmente inferiore rispetto a quanto sostenuto dalla maggioranza e andrebbe ricondotto principalmente agli effetti economici dell’emergenza Covid sulle strutture socioassistenziali.
La polemica politica resta quindi aperta, con la minoranza che accusa l’attuale amministrazione di utilizzare il tema del debito come strumento politico per giustificare scelte amministrative contestate e ritardi nella realizzazione degli interventi sul territorio.














