Il Piemonte migliora sul fronte delle visite specialistiche, ma continua a mostrare difficoltà nei tempi di attesa per gli esami diagnostici. È il quadro che emerge dai dati del nuovo “Cruscotto 2.0”, la piattaforma nazionale sviluppata da Agenas e presentata a Roma per monitorare le liste d’attesa nella sanità pubblica e privata accreditata. L’analisi prende in considerazione milioni di prenotazioni effettuate tra il 2025 e i primi mesi del 2026 e fotografa una situazione fatta di luci e ombre anche per il Piemonte.
Per quanto riguarda le prime visite specialistiche, la Regione rientra tra le 16 realtà italiane considerate virtuose dall’Agenas, grazie a un miglioramento rispetto all’anno precedente e a una buona capacità di rispettare i tempi massimi previsti dalla normativa. Insieme al Piemonte figurano regioni come Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio.
Situazione diversa invece per gli esami diagnostici, come Tac, risonanze magnetiche ed ecografie. In questo settore il Piemonte non compare tra le 15 regioni con risultati giudicati soddisfacenti, evidenziando quindi ritardi ancora significativi nello smaltimento delle liste d’attesa. A livello nazionale, i dati mostrano comunque un miglioramento generale rispetto al 2025. Nei primi quattro mesi del 2026 la percentuale di prestazioni effettuate entro i tempi di garanzia è salita dal 76,1% al 78,7% per le visite specialistiche e dall’83% all’84,7% per gli esami diagnostici.
Nonostante i progressi, l’emergenza liste d’attesa resta però ancora lontana dall’essere risolta. Su circa 12 milioni di prenotazioni registrate nel primo quadrimestre del 2026, ben 2,4 milioni di prestazioni sono rimaste fuori dai tempi previsti: 1,5 milioni riguardano prime visite specialistiche, mentre circa 900 mila sono esami diagnostici. Tra le regioni che mostrano le performance migliori anche sulla diagnostica figurano Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Veneto. Secondo il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese, la Liguria rappresenta uno degli esempi più positivi grazie ai miglioramenti registrati nella gestione delle prenotazioni e nell’erogazione delle prestazioni. L’Agenas sottolinea comunque come diverse realtà territoriali presentino ancora criticità organizzative e necessitino di ulteriori interventi per ridurre i tempi di accesso alle cure.














