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Attualità | 17 marzo 2021, 10:11

Claudio Sciagata (presidente FIDC Villadossola) interviene sulla questione del cervo Eugenio

"L'abbattimento illegale è tutt’ora da accertare, potrebbe essere rimasto vittima delle abbondanti nevicate"

Claudio Sciagata (presidente FIDC Villadossola) interviene sulla questione del cervo Eugenio

In relazione all'articolo del 10 Marzo 2021 “abbattuto illegalmente il cervo Eugenio” a firma del Presidente del Comprensorio Sig. Braito Fausto, mi permetto di evidenziare quanto segue

Premesso che l'abbattimento illegale è tutt’ora da accertare, quindi trattasi di supposizione, il cervo potrebbe essere rimasto vittima delle abbondanti nevicate, predato dai lupi che sono tornati numerosi in Ossola, oppure essere morto per cause naturali, fa specie che sia proprio il Sig Braito a dolersi dell’accaduto poiché a Lui, come Presidente del Comprensorio, spettava il compito di salvaguardare quell'animale e non solo quello, ed adesso vi spiego perché.

Ci risparmi per favore la favoletta dei cacciatori fans del cervo che evitano di cacciarlo, perché non è cosi.

In primo luogo chi conosce la caccia sa che qualsiasi cacciatore ambisce a prelevare, il capo con il trofeo migliore possibile, in secondo luogo quale tacito accordo poteva esserci se a cacciare in quel territorio può arrivare chiunque che non è a conoscenza dell’accordo e di conseguenza tirare il magnifico capo che ha li davanti.

Non esiste un mondo venatorio vero e sincero ed uno falso e bugiardo, esiste semplicemente un mondo venatorio attento alle regole e quindi alla salvaguardia della fauna e della natura, con purtroppo, come in ogni categoria, qualche mela marcia.

Molto più verosimilmente, e lo dico con oltre cinquantanni di esperienza alle spalle, il cervo Eugenio dopo aver passato la primavera e l’estate nelle vicinanze delle abitazioni, nel mese di Settembre con l’approssimarsi della stagione degli amori ed incominciando a sentire puzza di bruciato, poiché sono incominciati gli spari con l’apertura di caccia al capriolo, se ne è andato all’interno dell’area di bramito del parco Veglia Devero, come citato nell’articolo in questione e li sarebbe rimasto fino a quando abbondanti nevicate non lo avessero costretto a spostarsi nella zona di svernamento Mozzio-Viceno

Nel mese di Ottobre, in assenza di neve e prima dell’apertura della caccia al cervo, il Sig Braito, entrato in disaccordo con il Comitato di Gestione del Comprensorio che presiede, dismette le vesti di Presidente e come Sindaco di Premia, vieta la caccia sotto i mille metri in tutto il Comune, di fatto inibendo gran parte del territorio del Suo Comune all'esercizio venatorio, adducendo come motivazione la salvaguardia della pubblica incolumità, essendoci stati l’anno precedente episodi di spari nei pressi delle abitazioni.

Nel mese di dicembre con la ripresa della caccia, dopo che da rossi eravamo tornati arancioni, si sono verificate abbondanti nevicate con una coltre di oltre un metro, orbene, vista la premessa precedente, con gli animali ammassati nei pressi dei centri abitati, tutti i cacciatori si aspettavano dal Presidente Braito la chiusura della caccia per evidenti ragioni di sicurezza nonché di etica venatoria.

Invece meraviglia delle meraviglie viene richiesta alla Regione Piemonte la possibilità (poi concessa) di aggiungere alle due giornate settimanali una terza giornata, insomma quello che valeva quando non c’era la neve e gli animali potevamo liberamente spostarsi nel bosco paradossalmente non vale più quando invece si trovano in gravissima difficoltà, autorizzando di fatto un tiro al bersaglio privo di ogni caratteristica che possa ricondursi ad una seria e cosciente attività venatoria

Pertanto presidente Braito, reciti “il mea culpa” eviti di tirare in ballo i cacciatori facendo inique distinzioni tra buoni e cattivi, doveva chiudere la caccia forse Eugenio sarebbe ancora vivo.

Claudio Sciagata

Presidente FIDC Villadossola

Lettera Firmata

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