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Attualità | 22 settembre 2021, 19:30

Anche nel VCO diversi immobili sottratti alle mafie

L'ultima relazione della Dia parla di ''un Piemonte quale territorio eletto'' dalla malavita organizzata

Anche nel VCO diversi immobili sottratti alle mafie

''E' ormai consolidato il dato che vede il Piemonte quale territorio eletto dalle mafie, in particolare la 'ndrangheta’’.

Lo scrive l’agenzia ADN Kronos che riprende la relazione semestrale al Parlamento della Dia (Direzione Investigativa Antimafia) secondo cui ''la 'ndrangheta potrebbe continuare a ricoprire un ruolo di primissimo piano nelle diversificate dinamiche criminali piemontesi grazie alle consolidate attitudini delinquenziali che le 'ndrine esprimono per meglio aderire ai canali di arricchimento illecito che la regione offre ma anche in forza della strategica convivenza con sodalizi criminali di diversa matrice''.

La relazione sottolinea ‘’condotte violente e asfissianti azioni estorsive finalizzate al controllo del territorio che inquinerebbero il tessuto economico anche grazie a una diffusa corruttela. Dalle inchieste degli ultimi anni sono infatti emerse frequenti commistioni tra le consorterie criminali e i gangli della pubblica amministrazione''.

Si legge che in Piemonte ‘’sono in corso le procedure per la gestione di 656 immobili confiscati mentre altri 217 sono già stati destinati e sono in atto le procedure per la gestione di 48 aziende mentre 14 sono state già destinate. Immobili con relative pertinenze, come box, autorimesse posto auto, terreni e imprese edili, alcune strutture ricettive, attività commerciali e immobiliari rappresentano solo alcune delle tipologie di beni sottratti alle mafie in Piemonte''. Immobili concentrati nelle province di Torino, Alessandria, Vercelli, Cuneo, Asti, Verbano Cusio Ossola, Novara e Biella.

‘’Recenti evidenze investigative – spiega la Dia - hanno dato risalto proprio al ricorso di alcuni esponenti delle istituzioni e dell'imprenditoria piemontese a membri delle consorterie 'ndranghetiste nella prospettiva di massimizzare i propri profitti''. Rilevando che ''in taluni casi risultanze investigative hanno evidenziato un sostegno in occasione di competizioni elettorali a fronte dell'aggiudicazione indebita di commesse e appalti di servizi. Allo stato non paiono intravedersi segnali di ridimensionamento sul territorio dei gruppi di origine 'ndranghetista che esercitano la propria egemonia lasciando spazio anche a cellule criminali di diversa matrice come quelle riconducibili a cosa nostra’’.

Secondo la Dia la criminalità organizzata ‘’tenta di infiltrarsi nel tessuto imprenditoriale colpito dalla crisi economica innescata dalla pandemia di coronavirus, offrendo forme di sostegno, ma in realtà cercando di subentrare agli imprenditori nella proprietà delle aziende. La ristorazione, la ricettività alberghiera, l'edilizia, i servizi funerari e cimiteriali, le attività di pulizia e sanificazione, la produzione dei dispositivi di protezione individuale e il comparto dello smaltimento dei rifiuti specie quelli ospedalieri sono solo alcuni dei settori su cui viene focalizzata la necessaria attenzione da parte delle istituzioni".

Renato Balducci

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