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Sanità | 27 ottobre 2021, 17:01

Covid, Icardi: "All'inizio pochi tamponi e mascherine. E non c'erano abbastanza terapie intensive. Oggi siamo tra le Regioni più virtuose"

L'assessore traccia un bilancio sulla gestione del virus da parte dell'ente regionale: "La carenza iniziale di dispositivi di protezione alla base del disastro delle rsa"

Covid, Icardi: "All'inizio pochi tamponi e mascherine. E non c'erano abbastanza terapie intensive. Oggi siamo tra le Regioni più virtuose"

Quando è scoppiata la pandemia, il Piemonte era impreparato a gestirla: lo ha ammesso oggi l'assessore alla Sanità della Regione, Luigi Icardi. Che ha poi specificato: "Però poi, nel tempo, abbiamo recuperato quelle che erano mancanze strutturali e oggi possiamo vantarci di essere tra le regioni più virtuose nella gestione dell'emergenza Covid".

Le parole di Icardi sono arrivate pochi minuti prima dell'inizio della discussione, in Consiglio regionale, della relazione finale sulla gestione dell'emergenza Covid stilata, in 300 pagine, dalla Commissione Sanità.

"Negli ultimi venti anni - ha sottolineato Icardi - la sanità piemontese aveva subito moltissimi tagli. Ed è per questo che nella fase iniziale della pandemia abbiamo combattuto il Covid con armi spuntate. Un'analisi non può non partire da questo dato inconfutabile. Ma se oggi il Piemonte è saldamente in zona bianca e con un basso tasso di incidenza del virus, che fa della nostra Regione una delle più virtuose d'Europa, lo dobbiamo a tutto il lavoro che è stato fatto".

Icardi ha poi spiegato quali sono state le mancanze inziali del Piemonte. Mettendo in primo piano due problemi: i tamponi e le mascherine. "All'inizio - ha detto Icardi - abbiamo fatto pochi tamponi perché avevamo due soli laboratori in grado di processarli, Molinette e Giovanni Bosco, che facevano 300 tamponi al giorno per tutta la Regione, un quinto di quelli che faceva da solo l'ospedale di Padova. Oggi abbiamo oltre 30 centri che fanno biologia molecolare e non è stato facile crearli dal nulla". Secondo problema, le terapie intensive. "Avevamo 287 posti in tutto il Piemonte, con un rapporto rispetto alla popolazione fra i più bassi in Italia", spiega Icardi, "ora superiamo la capacità di 700. Siamo stati i primi a creare una Unità di Crisi e siamo stati in grado di curare oltre 48mila persone a casa, un quarto delle quali aveva bisogno di ossigeno".

Sui vaccini: "La situazione è stata complessa soprattutto finché c'era Arcuri, poi il generale Figliuolo ha tolto tutti dall'imbarazzo rendendo molto chiaro chi doveva essere vaccinato con priorità e in quale ordine". E le mascherine? "La mancanza di dispositivi di protezione nella fase iniziale - ha infine azzardato l'assessore - è alla base di uno dei problemi più grossi che si sono creati in Piemonte: la diffusione del virus nelle rsa, che è stata difficile da debellare".

"Quello che ha detto Icardi è vero, avevamo una debolezza strutturale", ha poi aggiunto il capogruppo della Lega in Regione, Alberto Preioni, "ma la stiamo superando anche grazie alla creazione dell'Azienda Zero, che sarà preposta anche a occuparsi di emergenze come quella che abbiamo vissuto".

Redazione Torino

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