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Ambiente | 11 aprile 2022, 19:00

Gli alberi monumentali del Vco catalogati dal Ministero delle Politiche agricole

Sono a Craveggia, Crevoladossola, Macugnaga, Mergozzo, Piedimulera, Stresa e Verbania

Nella foto: l'Aesculus hippocastanum davanti alla chiesa di Cimamulera

Nella foto: l'Aesculus hippocastanum davanti alla chiesa di Cimamulera

‘’Gli alberi monumentali sono piante di grandi dimensioni cui è riconosciuto un elevato valore paesaggistico e culturale. Oltre a essere apprezzati per queste ragioni, svolgono anche un importante ruolo da un punto di vista ecologico. Infatti al loro interno racchiudono ecosistemi particolari grazie alle loro caratteristiche insolite tra cui gli ampi solchi e i rami in decomposizione – il che li rende fondamentali per la biodiversità del nostro pianeta. Sono quindi utili anche per contrastare gli effetti nocivi del cambiamento climatico’’. Così scrive Openpolis, utilizzando il censimento degli alberi italiani di notevole interesse. Una categorizzazione del patrimonio arboreo del Paese che oggi continua ad essere arricchita perché ogni anno le regioni presentano una lista di alberi al Ministero delle Politiche Agricole, che valuta il loro pregio e aggiorna l’elenco.

‘’Possono essere considerati monumentali alberi appartenenti a specie sia autoctone che alloctone, purché abbiano determinate caratteristiche e non siano irreversibilmente danneggiati da un punto di vista sanitario’’ riporta Openpolis. In Italia la provincia che ha più alberi monumentali è quella di Udine, con 244, pari al 6% degli alberi monumentali d’Italia. Il Piemonte ne conta 250. Alcuni dei quali nel Verbano Cusio Ossola.

Eccoli:  a Craveggia (Piazza Santa Marta); a Crevoladossola (Villa Casconi Renzi); a  Macugnaga (Chiesa Vecchia di Santa Maria Assunta); a Mergozzo (Piazza Vittorio Veneto); a Piedimulera in frazione Cimamulera (Chiesa di Sant'Antonio Abate); a Stresa (Corso Re Umberto) e all’Isola Bella Lago Maggiore ( Giardini Borromeo); a Verbania (Chiesa Parrocchiale della Natività a Cavandone),  e due alla  Castagnola  (Villa Taranto).

Renato Balducci

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