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Ambiente | 24 aprile 2022, 18:30

Parchi ossolani, una fototrappola “cattura” una rara lepre bianca

Sono animali 'variabili' che cambiano colore a seconda della stagione e sembra siano diventate meno numerose. Con la mancanza di neve hanno meno possibilità di mimetizzarsi

Parchi ossolani, una fototrappola “cattura” una rara lepre bianca

Poco prima di metà febbraio una delle fototrappole utilizzate nei parchi ossolani per il monitoraggio del lupo ha “catturato” l'immagine di una lepre bianca. Le lepri variabili cambiano colore a seconda della stagione, da bianco candido durante l'inverno a bruno-rossiccio in estate. L'animale è stato sorpreso nel suo candido abito invernale mentre saltella su un tappeto di foglie marroni.

“La lepre variabile -spiega l'Ente di Gestione delle Aree Protette dell'Ossola- è uno degli animali meno conosciuti del nostro Parco e in generale delle Alpi, perché è estremamente difficile da monitorare e quindi non abbiamo informazioni affidabili su quale sia la tendenza delle popolazioni. Sembra però che sia diventata piuttosto rara, o comunque è meno abbondante di un tempo. Uno dei motivi di questa rarefazione sembra sia dovuto proprio al suo mantello candido, perfetto per mimetizzarsi nella neve, ma problematico quando la neve sparisce”. 

“Gli effetti dello 'sfasamento tra l’adozione di un abito estremamente mimetico e le condizioni ambientali sono stati studiati negli ultimi anni su una parente stretta americana della lepre variabile, la 'snowshoe hare' Lepus americanus. La ricerca -sottolinea L'Ente- ha evidenziato che in inverni senza neve le snowshoe hare hanno dei tassi di sopravvivenza inferiori rispetto agli inverni con neve. Perché non riescono a sincronizzare la muta con la presenza di neve al suolo. Il periodo di muta del mantello è infatti regolato principalmente dal fotoperiodo e solo in misura minima da altre condizioni ambientali che agiscono su scala locale. Quindi, che ci sia la neve o meno, le lepri variabili diventano bianche e le volpi e le aquile le vedono e le predano più facilmente”. 

 

(Foto Ente di Gestione delle Aree Protette dell'Ossola)

 

C.S.

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